Se è vero che del maiale non si butta niente, questo antico adagio andrà presto riadattato anche ad altri animali che finiscono sulla nostra tavola.

In primo luogo questo dovrà accadere per la carne bovina, le cui vendite sono calate di circa il 6% negli ultimi anni e, soprattutto, del quali si iniziano di nuovo ad apprezzare alcuni tagli che fino a poco tempo fa non erano molto venduti.

L’analisi è della Coldiretti che mette in evidenza come tra il 2009 e il 2011 quasi il 90% della popolazione italiana ha dovuto rivedere le scelte alimentari a causa dell’aumento dei prezzi.

Molti italiani si sono trovati a dover cambiare, soprattutto, le  proprie preferenze in fatto di carne, iniziando a scegliere anche i tagli che vengono chiamati di seconda scelta.

Se da un lato questo trend mette in evidenza il calo del potere d’acquisto, è importante anche vedere il lato positivo della questione: la possibilità di creare nuove ricette o di riscoprire le ricette della tradizione culinaria italiana.

Molti tagli secondari, infatti, sono anche più buoni o saporiti rispetto alle tradizionali fiorentine: collo, punta di petto ma anche la lingua e trippa, piatti che, soprattutto nelle grandi città, sembrano essere stati dimenticati.