Un paese con otto milioni di poveri, istruzione in calo, due milioni di giovani che non lavorano né studiano, le imprese che chiudono, ma anche di tante storie positive, di più asili e meno violenza. Un affresco gigantesco fornito dall’Istat nel progetto “Noi Italia”, un dossier con cento statistiche, comodamente consultabili da tutti, che descrivono diversi aspetti della nostra società.

Il quadro d’insieme è composto da diverse voci che raccontano delle evoluzioni economiche, sociali, demografiche e ambientali, l’istruzione, la salute, la sicurezza, le condizioni economiche delle famiglie. A proposito di questi ultimi dati, quelli che più ci interessano, l’Istat spiega che nel 2010 le famiglie in condizioni di povertà relativa erano l’11 per cento, 8,3 milioni di persone.

La povertà assoluta coinvolge il 4,6 per cento delle famiglie, per un totale di 3,1 milioni di persone. Nel 2009, circa il 58 per cento delle famiglie residenti in Italia ha conseguito un reddito netto inferiore all’importo medio annuo (29.766 euro, circa 2.480 euro al mese). In Sicilia si osserva la più elevata diseguaglianza nella distribuzione del reddito e il reddito medio annuo più basso.

Nei primi mesi del 2011, la percentuale di persone di 14 anni e più che si dichiara molto o abbastanza soddisfatta della propria situazione economica è di circa la metà (48,5 per cento). Il livello di soddisfazione per la situazione economica decresce dal Nord al Sud del Paese, presentando una forte variabilità.

I dati però raccontano anche molto altro. Scopriamo l’incidenza sempre più importante di fenomeni come l’obesità, i divorzi, il tasso sempre più basso di fecondità, e ritroviamo alcune caratteristiche storiche dell’italianità di cui, a dire il vero, si farebbe volentieri a meno, come la scarsa propensione alla lettura (solo il 45 per cento delle persone ha letto un libro negli ultimi 12 mesi).

Anche i numeri relativi all’istruzione non sono buoni, con il 18,8 per cento dei giovani under 24 che ha lasciato gli studi senza il diploma, e con solo il 19,8 per cento degli under 34 che ha conseguito la laurea. La densità di auto, infine, si aggira intorno alle 606 vetture ogni mille abitanti. Questo nonostante ci siano 144,5 anziani ogni 100 giovani.

Fonte: Istat