Sempre più laureati senza lavoro in Italia, dove il lavoro qualificato sembra subire gravi contraccolpi a causa della crisi: secondo quanto riportato sul Rapporto Isfol 2012, infatti, nella penisola sta progressivamente venendo meno la capacità di valorizzare le competenze dei giovani lavoratori.

Nella penisola, infatti, continuano a crescere le opportunità professionali che non richiedono elevate specializzazioni, mentre gli sbocchi lavorativi per i laureati hanno subito una flessione in negativo pari all’1,8% in 5 anni, un dato che contrasta con quanto accade nel resto dell’Europa.

Il Rapporto Isfol 2012, dal titolo “Le competenze per l’occupazione e la crescita”, è stato recentemente presentato a Palazzo Montecitorio e ha focalizzato l’attenzione su una problematica di fondo che riguarda l’occupazione nel Bel Paese: non si investe più nella crescita delle competenze professionali, cosa che invece accade negli altri stati dell’Unione Europea, dove la produttività delle aziende si basa soprattutto sul lavoro qualificato.

Se da un lato i laureati italiani hanno sempre maggiore difficoltà a trovare un impiego, dall’altro lato anche coloro che riescono a entrare nel mondo del lavoro devono accontentarsi di retribuzioni inferiori alla media UE: se infatti in Europa, con la Germania in cima, il rapporto che lega lo stipendio al grado di istruzione è calato del 4%, in Italia si è verificato un abbassamento del 10%.

Fonte: Isfol