Da una nuova ricerca scientifica che ha coinvolto anche un team universitario padovano arrivano buone notizie per le mamme che sono più a rischio di partorire in anticipo.

Sembra infatti che assumendo progesterone in modo non invasivo una donna incinta abbia molte più probabilità di portare a termine regolarmente la gravidanza.

Molte donne, infatti, sono maggiormente esposte al rischio di parto prematuro a causa del raccorciamento della cervice, che spesso conduce inevitabilmente a una nascita pretermine, quindi prima della trentatreesima settimana. Con il progesterone sotto forma di gel vaginale questa probabilità è ridotta fino al 45%.

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La sperimentazione di questa cura a base di progesterone è stata effettuata su 465 donne, alle quali è stato applicato il gel nel corso del terzo trimestre di gestazione. Pubblicato sulla rivista medica “Ultrasound in obstetrics and ginecology”, lo studio è stato portato avanti in diverse nazioni del pianeta per porre un limite ai parti prematuri, che rappresentano purtroppo la causa principale di morte neonatale.

Secondo Maria Teresa Gervasi, che ha guidato l’equipe medica dell’Azienda ospedaliera di Padova, questa scoperta consente di migliorare le aspettative di vita di molti bambini che nascono pretermine.

“La diminuzione del rischio è particolarmente importante nei casi di predisposizione a parti prima della 33esima settimana. Abbiamo studiato in tutto l’andamento della gravidanza di 465 donne sottoposte a ecografia transvaginale e risultate con un raccorciamento cervicale all’utero asintomatico. Grazie alla somministrazione del progesterone si può migliorare le aspettative di nascita senza patologie di una parte considerevole dei 30mila bambini che nascono prima del compimento della 37esima settimana ogni anno in Italia”.

Gli studiosi coinvolti nella ricerca auspicano inoltre la possibilità di prevedere e monitorare le nascite premature grazie a dettagliati screening effettuati sulle future mamme già dal secondo trimestre di gestazione. Misurando accuratamente la lunghezza della cervice, infatti, sarebbe possibile intervenire tempestivamente con la terapia a base di progesterone nei casi considerati maggiormente a rischio.