Stress sul lavoro, chi non lo conosce? Difficile conciliazione dei tempi che produce difficoltà nelle relazioni, e problemi fisici. Ora però uno studio dell’Università di Lund (Svezia) spiega che a farci male è proprio lo spostamento in sé, quando fatto sempre con l’auto e i mezzi pubblici.

Per dimostrare i possibili danni provocati dal recarsi al lavoro usando auto a discapito di una sana camminata, i ricercatori hanno preso in considerazione ben 21 mila lavoratori di tutte le fasce d’età, dei quali sono stati annotati lunghezza degli spostamenti e mezzi adoperati arrivando ad alcune conclusioni. La prima: chi è costretto a prendere auto e mezzi pubblici subisce più stress di chi va a piedi o in bicicletta. Ma non solo.

Tra auto e bus c’è un rapporto inverso: il lavoratore pendolare che adopera l’automobile è più stressato meno sono i chilometri che lo distanziano dal luogo di lavoro, mentre più deve guidare e meno rischia la salute; sui mezzi pubblici lo stress aumenta invece proporzionalmente con l’aumentare del tempo trascorso.

Insomma, più lo spostamento è lungo più se ne risente, ma se nei primi 30-60 minuti è peggio per l’automobilista, poi le difficoltà sono maggiori per il pendolare sui mezzi pubblici. Oltre un certo chilometraggio, la situazione è disastrosa per tutti. Con effetti terribili sulla salute: spossatezza, irritabilità, insonnia. L’unico modo per evitarlo è usare le gambe, a piedi o in bicicletta. Per chi può permetterselo, naturalmente, ma anche suggerendo a chi deve spostarsi meccanicamente di ricordare il vecchio trucchetto: una fermata prima del tram, un parcheggio più lontano dall’ufficio.

Riuscire a collegare questi fattori di stress è ritenuto molto importante e ribadito nello studio pubblicato dalla BMC Public Health, perché in futuro si potrebbero inserire come elementi quantitativo/qualitativi per valutare una proposta di lavoro, considerando in modo più ampio vantaggi e svantaggi. E magari vedendoseli riconosciuti a livello contrattuale.

Fonte: Biomedcentral