La vicenda della morte di Michael Jackson non si è ancora chiusa completamente, neppure a due anni dalla morte del cantante. Sotto accusa ancora il medico della popstar Conrad Murray: al centro delle polemiche le telefonate che sarebbero partite dal suo cellulare la notte della morte di Jackson e nei giorni precedenti. Tutte le telefonate, a quanto pare, sono state indirizzate a delle donne.

Un uomo dalla complicata vita sentimentale Murray, una vita che l’avrebbe distratto dalle sue priorità, ossia l’assistenza a una persona malata che necessitava probabilmente molte più attenzioni.

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Pare che Murray abbia persino chiamato Nicole Alvarez, la convivente e madre di suo figlio, mentre era in ambulanza con il corpo senza vita di Jacko. La Alvarez, che comunque non pare essere la sola donna contattata in quei giorni, ha raccontato sulla notte del 25 giugno 2009:

«Ricordo che mi diceva che era sulla strada per l’ospedale in ambulanza con il signor Jackson e di non essere allarmato.»

L’accusa per Murray è omicidio colposo per aver somministrato una dose eccessiva di un medicinale, un anestetico che prende il nome di Propofol. La Alvarez avrebbe ricevuto a nome di Murray nei mesi precedenti alla morte di {#Michael Jackson} dei grossi quantitativi di quel medicinale, anche se ha detto di non averle aperte e di non conoscerne il contenuto. Persino il farmacista che lo aveva spedito dava per scontato che fosse destinato a Murray.

Fonte: Il Tempo.