Ultima giornata per il Mercatino del Gusto che si svolge a Maglie, in provincia di Lecce. La manifestazione organizzata dagli imprenditori Maurizio Maglio e Salvatore Santese con l’associazione Slow Food sta riscuotendo un grande successo di pubblico, accorso da tutta Italia per gustare e degustare.

È l’ultima possibilità per incontrare i produttori, dislocati in ben 89 bancarelle, ascoltare del buon jazz e assaggiare i sapori della Valle d’Itria stasera nella cena in villa Tamborino. L’ultima sera per degustare le birre artigianali, i vini che come ogni anno hanno riscosso un successone, complice anche il costo dell’ingresso alla Piazza del Vino, decisamente accessibile a tutte le tasche.

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Ma qual è davvero il bello del Mercatino del Gusto? Abbiamo compiuto un lungo viaggio in questi giorni, accompagnati dal barman Michele Di Carlo, che ha messo a confronto la pina colada con la Puglia colada, squisita invenzione di Slow Food con una variante a base di percoche e latte di mandorla, e da Teo Musso, che ci ha presentato i nuovi caroselli della sua birra, la Baladin delle Langhe.

Abbiamo imparato come i cocktail vadano serviti freddi affinché non si senta troppo l’alcol, perché i cocktail nascono proprio con lo scopo di far assaggiare bevande alcoliche a chi di solito non è avvezzo a farlo. Ma eventi del genere non servono soltanto a imparare molto sul cibo e a restituirci alle nostre specificità italiane enogastronomiche, ma soprattutto a liberarci da quel sapore uniforme cui siamo abituati dalla grande distribuzione, che non va demonizzata, perché in tempi di crisi non sempre certi cibi sono adatti a tutte le tasche, tuttavia l’enogastronomia di qualità potrebbe essere considerata come un regalo che quotidianamente ci facciamo in piccoli sorsi e in piccoli morsi.

Abbiamo scoperto i giusti abbinamenti tra vino e cibo, birra e cibo, assaggiato dei cibi di strada straordinari, dal finger food di una rivisitazione tutta italiana del fish & chips con fracaja e scampi, al frittino misto, alla focaccia barese e abbiamo capito che in Italia non abbiamo nulla da invidiare quando si parla di varianti locali enogastronomiche, dal lardo di Colonnata alla Musciscka, un tipo di carne secca di capra.

Per chi fosse riuscito a raggiungere il Mercatino solo oggi consigliamo di assaggiare il vincotto, l’Olivotto, una sorta di crema di olive dolci che ben si sposa con la crema pasticcera ma anche con i formaggi, e tutte le varianti con cui sono stati predisposti i presidi di Slow Food, come la cipolla rossa (disponibile in stand all’interno di una focaccia straordinaria, che non rilascia neppure il tipico cattivo fiato dopo l’assaggio), ma anche il caciocavallo podolico, e la crema di gorgonzola.

E consigliamo anche l’ultimo Laboratorio del Gusto, all’interno del suggestivo palazzo Capece, con la tipica meridiana, stavolta a segnare un tempo che è slow, tra una chiacchierata con gli esperti, che oggi prevede l’abbinamento tra cinque tipi differenti di vino rosso e cinque tipi di focacce. Ci sono solo due parole che si possono dire di fronte a tutto questo: buon appetito.