Secondo uno studio condotto da Banca d’Italia, la crisi del debito sovrano ha avuto un effetto diretto sia sulla stretta al credito che sull’aumento dei costi di finanziamento.

Lo studio di Banca d’Italia lo ha misurato soprattutto come effetto diretto sui tassi conseguente all’aumento dello spread tra i titoli di stato italiani e tedeschi: ogni 100 punti base di aumento dello spread si sono tradotti in un rincaro di 50 punti base sui tassi alle imprese e in 30 punti sui mutui casa alle famiglie.

L’aumento dello spread ai tassi bancari è legato alla crisi del debito sovrano dalla metà del 2010 oltre che all’aumento del costo della raccolta all’ingrosso delle banche ma anche di alcuni strumenti al dettaglio come le obbligazioni bancarie.

Gli economisti di Bankitalia hanno anche misurato cosa sarebbe successo senza la fiammata dello spread Btp/Bund di fine 2011 quando arrivò a toccare i 550 punti: i tassi sarebbero stati più bassi di almeno 170 punti per i prestiti alle imprese e di 130 punti base per i mutui alle famiglie.

Secondo quanto emerso dal rapporto Istat nel primo trimestre 2012 i mutui sono diminuiti del 49,6% rispetto al primo trimestre 2011. In particolare, i mutui con costituzione di ipoteca immobiliare hanno registrato una flessione tendenziale del 39,2%, quelli non garantiti da ipoteca immobiliare sono diminuiti del 63,6%.

Tutte le ripartizioni territoriali mostrano variazioni tendenziali negative per entrambe le tipologie di mutuo: per i mutui non garantiti da ipoteca immobiliare è il Centro, con -74,5%), a registrare la flessione tendenziale più marcata; per i mutui garantiti da ipoteca immobiliare il calo tendenziale maggiore si registra nelle Isole con -45,8%.