L’Osservatorio sul mercato immobiliare del primo semestre 2012 Nomisma ha monitorato le città di Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Padova, Roma, Torino e Venezia. Da oggi vi presenteremo di volta in volta il trend delle 13 grandi città italiane a iniziare dal mercato immobiliare di Bari.

Il mercato immobiliare del capoluogo pugliese ha registrato un peggioramento dopo una lieve tenuta del biennio 2010-2011. Il primo semestre del 2012 è caratterizzato da un calo della domanda di immobili pur a fronte di un’offerta molto alta. Un trend segnalato in tutti i segmenti del mercato, sia per il residenziale sia per il comparto non abitativo, indistintamente in tutte le aree della città. Una secondo ciclo recessivo, dunque, dopo quello del biennio 2008-2009, che si prevede particolarmente difficile e soprattutto di lunga durata.

La mancanza di dinamismo sia sul piano della domanda che su quello dell’offerta, ha prodotto un naturale calo delle compravendite. In calo i valori immobiliari tra l’1,4% per abitazioni usate ed uffici e l’1,8% per i negozi, e un ampliamento della forbice tra i prezzi richiesti e i prezzi effettivi. Una situazione che ha creato comportamenti diversi di operatori, famiglie e imprese: infatti, da un lato gli operatori potrebbero essere maggiormente disponibili a rivedere i prezzi, dall’altro famiglie e imprese sono più caute, anche a causa della stretta creditizia in atto.

Per quanto riguarda il comparto residenziale, la fase congiunturale dipende soprattutto dall’impossibilità di accesso al credito da parte delle famiglie, ma anche dalla scarsa qualità dell’offerta di case, non ancora adeguate ai nuovi standard energetici.

Uno scenario, quello di Bari, decisamente grigio sia sul piano economico che per la mancanza di dinamismo del settore immobiliare, che non consente buone previsioni per il futuro della compravendita e della locazione. Meno pesante, tuttavia, il mercato locativo, più accomodante nei confronti della domanda. In tutti i segmenti di questo mercato, i canoni hanno subito una maggiore flessione dei valori, che si calcola tra il -2,3% degli spazi direzionali e il -2,8% degli immobili commerciali.

Per la seconda parte dell’anno le previsioni sono piuttosto negative, soprattutto per quanto riguarda la riattivazione della domanda e quindi l’attività transattiva, specialmente per la compravendita, a prescindere dall’andamento dei valori immobiliari di riferimento.