Nel primo trimestre 2012, il mercato immobiliare è ancora piuttosto debole: pur con un aumento degli incarichi a vendere, si sono allungati i tempi di vendita, ridotti i prezzi di mercato e aumentati ancora gli sconti rispetto ai prezzi inizialmente richiesti dai venditori. Un tantino pessimistiche, quindi, le previsioni sulle prospettive di medio periodo.

Una fotografa sull’andamento delle compravendite di case nel 2011 viene presentata da uno studio realizzato dall’Agenzia del Territorio in collaborazione con l’Abi, che elabora anche l’indice di accessibilità alla casa per le famiglie. Dallo studio si evince che nel 2011 il mercato della casa ha registrato una riduzione dei volumi di compravendita delle abitazioni rispetto al 2010, con un calo inferiore per i capoluoghi e maggiore nei comuni non capoluoghi.

Per quanto riguarda l’accessibilità delle famiglie all’acquisto della casa, l’Ufficio Studi Abi indica che la famiglia media italiana è in grado di accedere all’acquisto di una casa media grazie al mutuo bancario. Una possibilità ridotta solo leggermente nel 2011 rispetto al 2010. Infatti, le famiglie che dispongono di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo per l’acquisto di una casa rappresentano una quota di poco superiore al 50% come per il primo semestre 2010.

Il trend del mercato immobiliare del 2011 è, comunque, condizionato da un lieve aumento del costo del credito, a causa della crisi dei debiti sovrani, solo parzialmente contrastato da un miglioramento del prezzo delle case rispetto al reddito disponibile. E accade per la prima volta dal 2004. In sintesi, il settore residenziale registra un calo del -2,2% delle compravendite rispetto al 2010, ma anche il settore non residenziale registra segni di flessione con un calo medio del 2,1%.

Facendo dei parametri fra i vari segmenti del mercato immobiliare, si evince che in particolare il terziario registra una perdita delle transazioni del -5,1% e il commerciale del -3,3%, rispetto al 2010, mentre il settore produttivo mostra nel 2011 un rialzo dei volumi scambiati del +5,3%. Anzi in quest’ultimo segmento dell’immobiliare ha letteralmente prevalso lo strumento finanziario del leasing, con risultati decisamente positivi.

In effetti, l’aumento del numero di contratti di leasing immobiliare ha determinato un maggiore dinamismo del comparto nel 2011 anche se su importi più contenuti rispetto al passato. Sempre rispetto al 2010, nel 2011 si registra un calo generale dei volumi di compravendita di uffici e negozi, soprattutto nelle principali aree territoriali. Discorso positivo, invece, per i capannoni, con un aumento più accentuato nel Sud del +22,9% e nelle Isole del +11,3% e andamenti positivi in tutte le macro-aree monitorate.