Secondo gli studi condotti dall’Istat sull’andamento del mercato immobiliare nazionale nel quarto trimestre 2011, le compravendite di unità immobiliari hanno registrato un aumento dell’1,7% rispetto allo stesso periodo del 2010.

Il 93,1% delle operazioni immobiliari ha riguardato case per abitazione e il 6,2% unità immobiliari ad uso diverso dall’abitativo. Rispetto al quarto trimestre 2010, le compravendite di immobili ad uso residenziale sono aumentate del 2,1% e quelle di immobili ad uso commerciale o ad uso diverso dall’abitativo sono diminuite del 4,8%. Comunque, per tutto l’arco dell’anno 2011 si è registrata una lieve diminuzione delle compravendite rispetto all’anno precedente.

Andando a ritroso, nel quarto trimestre del 2011 si evidenzia una stabilità delle compravendite ad uso residenziale al Nord-Est, una crescita inferiore alla media nazionale nel Nord-Ovest del +1,7% e superiore al 3% nelle altre ripartizioni territoriali. Le compravendite ad uso diverso da quello abitativo diminuiscono in tutte le ripartizioni territoriali tranne che al Sud che registra un +3,2% e, soprattutto, nelle Isole dove invece l’incremento è del 20,4%.

Le compravendite ad uso residenziale hanno registrato un aumento del +2,2%, lievemente superiore a quello delle altre città, mentre le compravendite ad uso diverso dal residenziale diminuiscono nella stessa misura del -4,8% nelle grandi città e negli altri centri.

Anche il mercato immobiliare, peraltro, a livello nazionale, è stato coinvolto nella crisi che ha coinvolto l’intera economia italiana. Il calo delle richieste dei mutui e le difficoltà di accesso al credito sono in linea con il calo di ristrutturazioni e acquisto di casa. E anche le previsioni d’acquisto di una nuova casa, di mobili e di ristrutturazione non sono per niente ottimiste proprio a causa di una situazione economica negativa e pessimistica.

Un fenomeno in crescita: nei primi mesi del 2012 si sono venduti moltissimi immobili in nuda proprietà con un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo un’analisi realizzata dallo Spi-Cgil sull’andamento del mercato immobiliare, ben 80mila gli anziani che hanno venduto in nuda proprietà, soprattutto nelle grandi città.