Nel nostro percorso attraverso le 13 Grandi Città del nostro Paese si rende obbligatoria una tappa a Padova per conoscerne la situazione immobiliare.

Che poi non si discosta da quella delle altre città fin qui presentate: nel secondo semestre del 2011 il mercato immobiliare residenziale padovano registra un calo pari al -4,7% rispetto allo stesso periodo del 2010, ancora più accentuato con un -6,9% nel solo comune capoluogo, che da solo rappresenta il 26% degli scambi dell’intera provincia.

Secondo l’Osservatorio Immobiliare Nomisma, il mercato immobiliare padovano prosegue nel percorso congiunturale negativo con flessioni piuttosto rilevanti, in alcuni casi, dei livelli di attività e dei valori. Ancora in calo la domanda a fronte di un forte aumento dell’offerta, che rimane inevasa in quanto le transazioni invece di andare in ripresa continuano a diminuire.

Il peggioramento riguarda i tre principali segmenti del mercato immobiliare padovano – case, uffici e negozi – anche perché varie sono le cause che bloccano gli acquisti, dalla difficile situazione economica generale alla difficoltà di accesso al mutuo ulteriore per la stretta creditizia che coinvolge famiglie ed imprese.

Sono proprio queste difficoltà che limitano l’incontro tra domanda e offerta, allungando di conseguenza i tempi per la formalizzazione degli scambi, che anzi risultano ancora in aumento nei principali segmenti di mercato, fino livelli fino record in città.

A questa generale debolezza corrisponde la progressiva flessione dei valori immobiliari, che da diversi semestri coinvolge tutti i comparti e tutte le aree della città, ridimensionando, di conseguenza, anche il reddito potenziale lordo da locazione.

In flessione soprattutto i prezzi delle abitazioni, ma anche quelli degli uffici, specialmente in periferia. In flessione anche i canoni di locazione, che per uffici e negozi sono anche più consistenti di quelle dei prezzi. Infatti, la situazione del comparto direzionale e di quello commerciale si presenta particolarmente difficile, entrambi con una domanda in contrazione e un livello di attività in diminuzione.

La compravendita di uffici risente maggiormente della crisi del settore, con il 23% in meno di scambi formalizzati nel 2011 rispetto all’anno precedente, tempi di vendita molto elevati e in aumento per la locazione, sconti in crescita ininterrotta dal 2006, rispetto al cui valore sono or mai quasi raddoppiati. In stasi, invece, il segmento dei box e dei garage, che tuttavia, in questi ultimi 4-5 anni, ha registrato un progressivo ridimensionamento dei valori e dei rendimenti, i più bassi tra le 13 città monitorate.

Le previsioni per la seconda metà dell’anno non lasciano intravedere segnali di miglioramento delle attuali tendenze recessive, sia per gli immobili residenziali che per quelli d’impresa. Si prevede una flessione dei valori ancora piuttosto rilevante, che tuttavia non prelude ad una ripresa della domanda.