Peggiorato, nel primo semestre 2012, il trend del mercato milanese a causa di una nuova recrudescenza del quadro congiunturale.

Secondo l’ultimo Osservatorio Immobiliare Nomisma, il calo ulteriore della domanda è dovuto indubbiamente all’aumento dell’offerta che si riscontra di solito nel prolungamento delle fasi recessive. Non ci sono in realtà differenze né tra i vari segmenti del mercato immobiliare né tra le diverse zone cittadine, anche se le zone periferiche risentono maggiormente della crisi non solo immobiliare.

Per quanto riguarda i segmenti immobiliari che per tradizione non risentono delle fasi alterne dell’economia, come il comparto abitativo e gli spazi destinati a parcheggio, si segnala una generale tendenza al ribasso che rischia di durare anche nel secondo semestre dell’anno in corso, secondo gli operatori.

Per le operazioni di compravendita si è registrato un calo, oltre ad una contrazione dei valori nell’ordine del 2% su base semestrale. Gli sconti concessi per portare avanti le trattative non bastano a compensare l’indebolimento della disponibilità economica di famiglie e imprese né la stretta creditizia in atto.

In realtà, si sta cercando un nuovo equilibrio in una situazione così precaria, ma la fase di stagnazione si prospetta più lunga delle previsioni. Non ci sono neppure segnali di orientamento verso il mercato della locazione, viste le difficoltà dell’acquisto. Anche se il mercato della locazione ha risentito un po’ meno della recente dinamica negativa rispetto al settore della compravendita, non ci sono segnali di un orientamento all’affitto da parte delle famiglie.

Dall’indagine emerge il quadro di un mercato ingessato, che può essere sbloccato solo da cambiamenti concreti, fra i quali in primis maggiore accesso al credito e migliore qualità dell’offerta anche sotto il profilo energetico, attualmente completamente inadeguata alle esigenze dei tempi nuovi.

In effetti, oggi la domanda è orientata quasi esclusivamente agli immobili di migliore qualità e alla rinegoziazione dei contratti in essere, anche se questo produce un allungamento dei tempi di locazione e vendita, che a Milano hanno raggiunto livelli record. Per quanto riguarda prezzi e canoni, i rendimenti potenziali lordi da locazione non sono cambiati e si sono stabilizzati quasi sempre su livelli più contenuti rispetto alla media delle 13 città monitorate.

Per il prossimo semestre le previsioni non indicano segnali di sia pur lieve miglioramento delle tendenze recessive in atto per gli immobili residenziali e quelli d’impresa, ma solo una flessione dei valori che però potrebbero servire a stabilire un maggiore equilibrio e una maggiore coerenza con la disponibilità economica della domanda.