Anche nel primo semestre 2012 prosegue il trend negativo che caratterizza il mercato immobiliare veneziano da oltre tre anni.

Secondo i dati riportati dall’Osservatorio Immobiliare Nomisma, nonostante un’offerta in vendita in costante aumento, la domanda continua ad essere debole e sempre più cauta in fase di trattativa. Calano di conseguenza i livelli delle transazioni, non lasciando spazio a previsioni in termini di ripresa.

Per quanto riguarda la locazione, invece, ad un’ampia disponibilità di immobili in affitto fa riscontro una domanda in locazione più vivace con conseguente aumento del numero di contratti, evitando le contrazioni registrate nel settore della compravendita. Il motivo è chiaro: una buona parte degli immobili che non viene assorbita nel settore della compravendita si è spostata all’interno della locazione, producendo un accumulo di offerta soprattutto in campo abitativo e commerciale.

I valori di compravendita sono ancora in calo, anche se in maniera minore rispetto all’ultimo semestre del 2011. I prezzi degli uffici e delle abitazioni sono in ribasso rispetto ai dati del 2008, con una variazione di poco superiore al -13,0%. I prezzi dei negozi, invece, negli ultimi tre anni, hanno registrato una variazione del -10,2%, non lontana dal -8,6% relativo alla media delle 13 città monitorate.

Anche i canoni hanno registrato variazioni meno forti rispetto all’analisi precedente, anche se la situazione è peggiorata notevolmente rispetto agli anni pre-crisi anche in questo segmento dell’immobiliare. Oltre al deprezzamento degli immobili di tutti i comparti, il divario medio tra prezzo richiesto e prezzo effettivo non è cambiato rispetto ai livelli registrati alla fine del 2011.

Tuttavia, nonostante le dinamiche negative, i tempi medi di vendita rimangono invariati, anche se su livelli record per Venezia Città. Sono aumentati, invece, i tempi medi di locazione, allineandosi ai valori medi delle 13 città monitorate. Di conseguenza, anche per i prezzi e i canoni sono rimasti quasi invariati i rendimenti potenziali lordi annui di tutti i segmenti.

Per il futuro sono poche le possibilità di ripresa per il mercato della compravendita e si prevede un’attività transattiva piuttosto contenuta. Pertanto i prezzi, per attrarre gli acquirenti, dovranno calare ulteriormente. Nel mercato della locazione, invece, il numero di contratti potrebbe mantenersi più stabile, nonostante la previsione di un nuovo calo dei canoni.