Secondo Scenari Immobiliari, il mercato immobiliare nazionale può ancora crescere in qualità e quantità.

Potrebbe arrivare al 2020 con un fatturato di circa 180 miliardi di euro, che si tradurrebbe in una crescita del 62% rispetto al 2011, crescita non solo quantitativa, ma anche e soprattutto qualitativa. Il settore sarà utilizzato certamente per proteggere previdenza e pensioni e, pertanto, gli investimenti immobiliari dei grandi investitori dovrebbero aumentare di circa il 50% rispetto al 2011.

A pilotare la crescita sarà ancora il segmento residenziale, che indubbiamente verrà coinvolto nei cambiamenti che caratterizzeranno il trend demografico e le esigenze della domanda. Crescerà, naturalmente, il numero delle famiglie quale conseguenza dell’aumento delle famiglie monoparentali e l’offerta residenziale, che ora si basa su tagli medio- grandi, dovrà adeguarsi alle nuove esigenze abitative anche negli spazi.

Ci sarà una maggiore esigenza di case low cost per le fasce deboli della popolazione, soprattutto in periferia, e di immobili su misura per gli anziani, visto che in Italia la popolazione anziana continua ad aumentare.

Nell’ambito degli immobili di lusso, la domanda sarà orientata alla domotica e a case dotate di accorgimenti ad alta tecnologia per un miglior comfort abitativo. E inoltre, in seguito ai cambiamenti demografici e sociali, prodotti dalla permanenza dei figli in casa o dalla presenza degli anziani, ci sarà una sempre maggiore richiesta di abitazioni grandi, con spazi idonei a garantire la privacy. Ci sarà anche un graduale ritorno verso il centro delle città, con conseguente aumento della domanda di ristrutturazione e dei prezzi.

Considerando la recente crisi economica e l’atteggiamento restrittivo delle banche, ci sarà anche un ricorso limitato ai mutui. Comunque, è possibile ipotizzare una ripresa delle compravendite già dal 2013, seguita da una ripresa con punte superiori a quelle dei primi anni Duemila. Per quanto riguarda le quotazioni medie, dopo l’attuale fase di stasi, il mercato riuscirà a vivere un periodo di crescita, anche in previsione di una concomitanza tra la pressione della domanda e i nuovi prodotti esistenti.

Una cosa è certa: a un’offerta in crescita in termini di quantità dovrà corrispondere un’adeguata offerta di immobili di qualità, che rispondano in tutto e per tutto ad una persistente domanda di qualità. Sotto questo punto di vista, in Italia l’offerta è carente sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, rispetto al resto dell’Europa. Solo così la crescita quali-quantitativa non sarà solo un’ipotesi, ma una concreta realtà.