Questa l’opinione di Corrado Sforza Fogliani, Presidente Confedilizia: il mercato segnala prezzi degli immobili sempre in rialzo e peraltro ridurre i prezzi non è possibile per non vendere al disotto dei valori, perfino rispetto alla tassazione pur onerosa.

L’Imu, in effetti, influirà pesantemente non solo sul piano economico, ma anche e sopratutto nell’ambito sociale e i suoi effetti decisamente devastanti si verificheranno ancor più nel prossimo autunno. Tra l’altro, non è auspicabile neppure una diminuzione dei prezzi, che per lo stesso sistema bancario potrebbe comportare un effetto subprime.

Urge un riequilibrio del peso fiscale che grava oggi sul mercato immobiliare, impostato sul falso presupposto che prima dell’avvento Imu la tassazione dello stesso settore nel nostro Paese fosse più bassa che altrove. La nuova situazione dei conti pubblici consente ed impone un ridimensionamento della tassazione della casa, insiste il Presidenta Confedilizia.

Gli strumenti per farlo esistono, a cominciare della modifica delle aliquote che l’esecutivo si è riservato di fare entro il 10 dicembre, come proposto dalla Cgia di Mestre. Ed esistono e si possono anche pensare altre forme per procedere al ridimensionamento dell’Imu, come la deducibilità dell’imposta nei casi possibili, la valorizzazione del principio che il prelievo fiscale dev’essere adeguato alla capacità di reddito del patrimonio, così come stabilito dalla Corte costituzionale tedesca ancora nel 1995. In qualunque forma legale, è comunque necessario ricondurre l’imposta ad equità con atti concreti.

In secondo luogo, ma anche primo per importanza, è il rilancio dell’affitto, allineandosi a Spagna e Inghilterra con adeguate strategie. La prima misura dovrebbe riguardare la drastica riduzione delle imposte sui contratti di locazione, sui quali grava una tassazione sconsiderata che comporta, tra l’altro, il grave rischio che scompaia addirittura il mercato della locazione, perché i proprietari potrebbero arrivare alla conclusione di tenere l’immobile sfitto piuttosto che locarlo e assoggettarlo ad un’imposizione fiscale molto elevata.

Poiché solo l’affitto è l’alternativa casa per chi non può più acquistare casa o pagare il mutuo, i contratti di locazione devono essere più sicuri semplificando le norme coattive che li regolano ancora ora e che lo stesso Monti già nel ’98 sosteneva bisognose di una “liberalizzazione accelerata”. Questa strada è l’unica concreta e invece si continua a fare il contrario. La minaccia di una patrimoniale, con i parametri attuali, toccherebbe anche chi ha solo ereditato o acquistato un appartamento in una grande città o ha due abitazioni al Centro-Sud e grava pesantemente non solo sul mercato sul mercato immobiliare della locazione, ma anche sulle compravendite.