Nel 2011, le famiglie italiane hanno contratto finanziamenti per l’acquisto della casa valutabili in un totale di 49.239,30 mln di euro. Confrontato con il 2010, il saldo annuo registra un calo dei volumi erogati pari al -11,84% con 6.612 mln di euro in meno rispetto a quanto erogato nell’anno precedente.

Rispetto ai 12 mesi dello scorso trimestre si è quindi registrato un calo pari a -7,10%. Secondo uno studio Tecnocasa, i numeri stanno ad evidenziare un dato di fatto: dopo la tenuta riscontrata all’inizio dell’anno, il mercato ha subito un progressivo calo fino al ribasso valutato a quota 50 miliardi di euro annui in chiusura d’anno, attestandosi sui livelli dei volumi erogati nel 2004: poco meno di 49 miliardi di euro. Un trend al ribasso che dura ormai da cinque anni, dal 2007, dopo il rimbalzo del 2010.

Anche la richiesta di credito da parte delle famiglie ha registrato nel 2011 una forte contrazione: secondo CRIF, le richieste di mutui da parte delle famiglie hanno registrato un calo del -19%. Una criticità che è ancora in atto in questi primi mesi del 2012: il mercato dei mutui alla famiglia prosegue, infatti, nel suo iter al ribasso di cui non si riesce ancora a prevedere la fine, vista la situazione emergente.

Nelle Macroaree il calo delle erogazioni segue un iter diversificato, in rapporto alla singola area geografica, ma supera comunque i 20 punti percentuali. Il calo più significativo si è registrato nell’Italia Insulare con un -35,86% rispetto al medesimo trimestre 2010 con volumi per 656,95 mld di Euro. Ma nonostante il calo, l’area rappresenta il 6% dei volumi erogati a livello nazionale.

Per quanto riguarda le Regioni, in quasi tutte si è registrata nel 2011 una flessione delle erogazioni nel quarto trimestre 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010. Migliore la performance del Trentino Alto Adige con una contrazione al –8% dei volumi erogati. In tutte le altre Regioni italiane si è registrata una contrazione superiore al -15% come, ad esempio, nelle Marche, mentre in Lombardia il calo va quantificato in oltre il -20%. Un calo più sostenuto si registra nella regione Molise con oltre il -48%, in Sardegna con -46%, in Basilicata con oltre il 41%.