Sono passati quattro anni dall’omicidio di Meredith Kercher.

Da quella notte del 1° novembre 2007, quando la giovane inglese venne uccisa nella sua residenza italiana, la storia è stata poi una serie di rilievi, prove, testimoni e grandi indiziati, tra cui di certo spiccano i nomi di Amanda Knox e Raffaele Sollecito.

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Della studentessa che in Italia stava bene ed era felice non è mai emersa traccia, mentre al contrario si è cercato di costruire ipotesi sempre diverse che potessero giustificare il suo omicidio. Non è così che la ricorda sua sorella Stephany nel giorno del quarto anniversario della scomparsa. Durante il processo si è parlato molto, forse troppo, del personaggio Amanda Knox, mentre sembrava quasi svanire la figura di Meredith Kercher.

Un vuoto, quello lasciato da Mez, reso ancora più difficile da sopportare per la sentenza di assoluzione dei due principali imputati. Ad affermarlo in una lettera aperta è la sorella maggiore Stephany, che annuncia allo stesso tempo l’intenzione di dare vita a una Fondazione intitolata proprio alla memoria di Meredith:

«È terrificante per me pensare che ci possa aver lasciati quella notte senza che anche lei ne sapesse il motivo. Meredith aveva una presenza così incredibile, che il vuoto con cui ci ha lasciati lo si sente tutti i giorni. Siamo rimasti tutti senza di lei e oggi, nel quarto anniversario della nostra perdita, noi viviamo senza ragione. Nessun motivo è stato trovato, perché è difficile trovare una qualsiasi ragione per volerle fare del male ed è terrificante per me pensare che ci possa aver lasciati quella notte senza che anche lei ne sapesse il motivo. Possiamo solo trovare conforto nel sapere che lei era dove desiderava tanto essere e che veramente provava tanta gioia là».

Fonte: TgCom