Meryl Streep e la figlia Mamie insieme in “Dove eravamo rimasti”, film di Jonathan Demme nelle sale italiane il 10 settembre 2015. La Streep, a differenza di tanti genitori vip, non ha mai fatto nulla per raccomandare i suoi quattro figli, nati dal matrimonio con lo scultore Don Gummer (che dura ancora oggi), ma era inevitabile che con l’aria che hanno sempre respirato, finissero per fare anche loro gli artisti: il primogenito Henry è diventato musicista (utilizzando Wolfe come cognome d’arte), Mamie e Grace sono diventate attrici, mentre l’ultimogenita Louisa ha iniziato una carriera da modella.

Mamie ha già diviso un paio di volte il set con la madre (da bambina in “Heartburn – Affari di cuore” e poi nel 2007 in “Un amore senza tempo”, in cui ha interpretato il personaggio della madre da giovane), ma questa è la prima volta che recitano fianco a fianco, tra l’altro nei ruoli di madre e figlia, in un perfetto gioco realtà-finzione.

La cosa che colpisce di più, guardandole insieme sul grande schermo, non è solo la somiglianza (Mamie, come le sue sorelle, ha ereditato i tratti somatici di Meryl, dai capelli biondi al viso allungato, fino al naso “importante”), ma anche la naturalezza e il carattere di fronte alla macchina da presa della giovane attrice. Insomma, Mamie ci sa fare e qualcosa ci dice che il Dna ha colpito ancora una volta.

E pensare che fino a ora in pochi si erano accorti veramente della fanciulla, nonostante possa già vantare un curriculum corposo, tra cinema e tv. È proprio il caso di dire che Mamie si è sudata il suo primo ruolo importante, che è arrivato dopo una bella gavetta, fatta in semi-sordina, nonostante l’importante parentela. Viene spontaneo pensare che molti figli d’arte, soprattutto nel nostro paese, dovrebbero prendere esempio da lei.