Un cruccio per tutti i neo-genitori, soprattutto alle prime armi: mettere a dormire un neonato. C’è chi afferma che i lattanti imparano a dormire tutto d’un fiato durante la notte già a cinque mesi, ma sappiamo che nel 50% dei casi non è esattamente così.

Ma niente panico: i bambini trovano le proprie certezze nelle abitudini e avendo delle costanti accortezze, possiamo “aggiustare” il loro orologio biologico, magari con l’aggiunta di tanta pazienza, senza mai cedere. Ecco alcuni consigli: prima di tutto sappiamo che il bimbo non ha la necessità di silenzio assoluto per dormire: pertanto ben vengano ninne nanne, musica classica o new age. Tra l’altro un bimbo che non vuole dormire semplicemente non ha sonno in quel momento e, dopo aver tentato con il rito consueto, proviamo a distrarlo con giochi e colori, magari non troppo eccitanti se siamo sul far della sera.

Inoltre non vestire mai troppo il bimbo quando va a letto: sempre e solo cotone (evitare lana o ciniglia pesante): il caldo disturba il sonno e, com’è noto, la temperatura dei piccoli è superiore alla nostra di mezzo grado se non, in certi casi, anche di uno. Ben venga cullare il pargoletto; ma se non riesce a dormire e capite che ha fame, allora è inutile insistere: provate con un biberon di latte e biscotti o una camomilla.

Una volta che si è addormentato, si raccomanda di metterlo subito nel lettino, insegnandogli, per associazione, che il suo letto significa che è ora di dormire. Inoltre è meglio evitare che, durante il risveglio notturno per via della poppata, il bimbo rimanga troppo tra le braccia della mamma: così facendo si addormenterà più in fretta.

Gli esperti suggeriscono anche di adagiarlo preferibilmente su un fianco per evitare rischi di soffocamento, soprattutto se è affetto da reflusso gastro-esofageo (rigurgiti da bocca e/o naso e frequenti deglutizioni dopo pasti liquidi come, ad esempio, il latte). In tal caso, durante i riposi del bimbo, cercare di inclinare la culla o il lettino con dei cuscini tenendolo il più possibile in verticale.

Per di più il bimbo, dai due mesi, dovrebbe essere messo a dormire sempre nello stesso luogo, come la cameretta, anche per il fatto che a quell’età si può distrarre facilmente da ciò che lo circonda. Infine, ma non meno importante, è che il bambino, in generale è in grado di percepire i nervosismi e le agitazioni soprattutto degli adulti: in tal caso è veramente difficile che il piccolo si lasci andare completamente al sonno.

Meglio essere rilassati e magari poggiare la testa del bimbo all’altezza del cuore dell’adulto, facendo dei respiri intensi e profondi (magari canticchiando a voce calma e distesa): in tal modo il rito diventerà terapeutico per entrambe le parti. Se poi il suono è lo stesso che ha sempre accompagnato il neonato anche nel pancione, potrà rasserenarsi e voi avrete raggiunto l’effetto desiderato.