Michael Jackson: la sua morte improvvisa ha finalmente un responsabile. La giuria del tribunale di Los Angeles ha infatti condannato all’unanimità Conrad Murray, il cardiologo del re del pop.

La sentenza, che lo dichiara colpevole di omicidio colposo, è stata emessa dopo nove ore di camera di consiglio, per la gioia dei numerosissimi fan di Michael Jackson che da settimane assediavano il tribunale con tende e mezzi di fortuna.

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La morte di Michael Jackson, dunque, è avvenuta a causa della grave negligenza di Murray che, dopo aver somministrato alla star delle dosi di Valium e poi di Lorapezam per farlo addormentare, iniettò nelle vene del cantante 25 milligrammi di Propofol, un potentissimo anestetico utilizzato solitamente nelle sale operatorie.

Dopo 10 minuti circa dalla somministrazione, il cardiologo si allontanò per fare alcune telefonate e, al suo rientro, Jackson giaceva sul suo letto in arresto cardio-respiratorio. Inutili i tentativi di rianimazione di Conrad, colpevole tra le altre cose di aver tardato svariati minuti nel chiamare i soccorsi.

Sebbene il cantante prendesse regolarmente da tempo questo pericolosissimo farmaco, è pur vero che proprio l’assenza del suo medico personale, che avrebbe dovuto monitorare costantemente Michael dopo dopo l’assunzione di Propofol, gli è risultata fatale.

Determinanti nella proclamazione della sentenza sono state le testimonianze dei paramedici di Los Angeles che hanno evidenziato la pericolosità del Propofol, ma anche le dichiarazioni della sua compagna, che ha parlato delle ingenti quantità di calmanti presenti in casa Murray, avvalorando la tesi dell’accusa sulla negligenza del medico.

L’imputato è attualmente in carcere senza possibilità di ricorrere alla cauzione. Nei prossimi giorni sarà comunicata l’entità effettiva della pena, che potrebbe arrivare fino a quattro anni di reclusione, con la revoca inoltre della licenza medica.

Fonte: La Stampa