A quasi sette anni dalla morte di Michael Jackson sono tornate le accuse di pedofilia e arrivano anche le reazioni dei suoi figli e in particolare di Paris Jackson.

Insinuazioni che, ovviamente, non sono state prese bene dalla famiglia del Re del Pop che, scoperto quanto successo, ha immediatamente risposto a tono, in particolar modo nella persona di Paris Jackson, secondogenita della popstar.

Quello che sembrava un caso ormai archiviato è stato riesumato infatti da Radar online, e la notizia è stata ripresa poi da molte testate giornalistiche: la rivista avrebbe infatti ripescato un video risalente al 2003 durante una perquisizione delle forze dell’ordine effettuata nel noto ranch di Michael Jackson, Neverland, quando vennero rinvenute – insieme ad altri oggetti – anche delle presunte foto pornografiche che, per la maggior parte, vedevano protagonisti dei ragazzini nudi.

Per questo motivo, la giovane ha deciso di far sapere al mondo intero il suo pensiero utilizzando come mezzo i social network, mostrando sdegno circa ciò che sta succedendo nelle ultime ore: “Sfortunatamente la negatività riuscirà sempre a farsi vendere”, ha scritto tramite il suo profilo Twitter, continuando “Prego tutti voi di ignorare lo schifo e i parassiti che cercano di farsi una carriera cercando di calunniare mio padre”.

La 18enne ha voluto poi un’altra volta esprimere le buoni intenzioni del padre, cercando di scagionarlo dalle accuse con un tweet: “Le persone più pure sono quelle che vengono sempre umiliate. Verrà costantemente provato che il mio adorato padre è sempre stato e sempre sarà innocente”.

A difendere la compianta popstar dalle pesanti accuse di pedofilia, però, non c’è solo Paris ma anche un altro membro della famiglia, il nipote Taj Jackson (figlio di Tito Jackson, terzo dei nove fratelli Jackson), che difende a spada tratta lo zio accusando i media di diffondere delle notizie false e, così facendo, “il mondo ha creduto a questa storia spazzatura. È sempre una corsa continua nell’arrivare primi (rivolgendosi alla stampa) e solo pochi hanno controllato se fosse effettivamente vero”.

Secondo Taj questa è solamente “una campagna pianificata e mirata contro il nome di mio zio. Questo è vero e proprio cyber bullismo. L’avidità e la consapevolezza dei media mondiali nel copiare e incollare una storia da un sito di gossip è irresponsabile e vergognosa”, spiega Taj in un tweet più lungo, arrivando ad una domanda legittima: “Nessuno vorrebbe fosse fatto a loro, quindi perché va bene farlo a noi?”.