Michele Misseri appare irriconoscibile ieri sera a Matrix. Il mostro di Avetrana, per la prima volta in uno studio televisivo, dall’alto di una seggiola posta al centro e con un viso rilassato, occhialetti da intellettuale e qualche chilo in più rispetto a un anno fa, ha risposto a tono alle domande incalzanti di Alessio Vinci e Ilaria Cavo. E non ha risparmiato accuse a chi, in passato, ha cercato di capire come andarono le cose quel 26 agosto 2010 nella villetta di via Deledda.

Galleria di immagini: Michele Misseri a matrix

Michele Misseri, oggi decisamente più consapevole della figura mediatica che riveste, non balbetta più, racconta sempre la stessa versione dei fatti, ovvero che è stato lui a uccidere la nipote Sarah Scazzi e che il suo precedente avvocato Daniele Galoppa e la criminologa Roberta Bruzzone hanno fatto di tutto per indurlo ad accusare la figlia Sabrina Misseri, nella speranza che le accuse nei suoi confronti potessero essere spostate su di lei.

Durante la trasmissione, dove Misseri parla a ruota libera senza un vero e proprio contraddittorio perché da lui espressamente non desiderato, contro il suo ex difensore Galoppa e Roberta Bruzzone afferma:

«Io dovevo fare quello che mi diceva il mio avvocato. Due volte la Bruzzone si è stesa per terra per farmi vedere come dovevo mettere la cinta, e una volta Galoppa disse: forse è meglio con la testa in alto».

Parole forti e accuse decisamente pericolose che il nuovo avvocato di zio Michele, Armando Amendolito, precisa essere un naturale esercizio di diritto di difesa da parte del suo assistito. Il reo confesso non creduto, continua incalzante a raccontare la sua verità, non lesinando – come sempre – pensieri per la piccola nipote uccisa e le donne della sua famiglia:

«Ho ucciso Sarah perché il trattore non partiva e mi è venuto un calore alla testa. La mia verità non è mai stata accettata, non sono mai stato creduto».

E poi aggiunge:

«Prima avevo solo un peso sullo stomaco, l’Angelo biondo, ora ne ho tre»

Fonte: TgCom