Michele Misseri torna a parlare dell’omicidio di Sarah Scazzi, in una lunga intervista a Matrix dai risvolti agghiaccianti. Misseri racconta con dovizia di particolari e con un pianto a secco le dinamiche con cui ha ucciso la piccola Sarah e come l’ha gettata nel pozzo, lasciando intendere che ha detto di averla violentata, per non rovinarne la reputazione nel caso non fosse stata vergine.

Gli opinionisti di Matrix restano letteralmente allibiti di fronte a una simile narrazione, soprattutto per il fatto che Misseri indugia nei particolari: un po’ come Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio, che per dimostrare i suoi delitti e far scagionare il figlio, chiese di poter uccidere e saponificare un barbone durante l’udienza processuale, richiesta che per fortuna le fu negata.

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I particolari sono dovuti a una ragione, è solo attraverso di essi che il racconto acquista i risvolti del reale: come scrive Andrea Pinketts in uno dei suoi romanzi, ci sono tante verità, ma la bugia è unica, perché non può essere replicata. Misseri, come la saponificatrice, cerca di scagionare la famiglia, dicendo che la figlia Sabrina e la Cosima Serrano non solo non c’entrano, ma non sapevano nulla, perché quel giorno il dialogo famigliare era ridotto al minimo a causa di un litigio. Secondo Misseri, avrebbe ucciso Sarah solo a causa dello scatto d’ira dopo una brutta giornata.

Un’intervista strana, in cui la prima parte è spiegata con un italiano abbastanza buono, mentre nella seconda parte il dialetto si insinua nella narrazione, come se la prima parte fosse un pensierino imparato a memoria. Un orrore senza fine ridotto a un fatto mediatico, all’interno del quale anche Giampaolo Morelli si trincera dietro a un no comment, motivato dal gelo con cui Misseri descrive l’omicidio e tutte le bugie che ha detto in questi mesi.