A un anno dal brutale assassinio della piccola Sarah Scazzi, Michele Misseri è stato prosciolto dall’accusa di omicidio. Il gip di Taranto Martino Rosati ha infatti accolto la richiesta della procura, che nei mesi scorsi ha dimostrato come lo zio dell’adolescente non sia il diretto colpevole della sua uccisione. L’uomo, tuttavia, rimane accusato della soppressione del suo cadavere.

Galleria di immagini: Sarah Scazzi - foto dal cellulare

Il delitto di Avetrana, perciò, si configura sempre più come un atto di efferata violenza in rosa, perché le principali responsabili sarebbero la cugina Sabrina Misseri e la zia Cosima Serrano, figlia e moglie dello stesso Misseri. Le due avrebbero sottratto e quindi ucciso la povera Sarah, forse per vendetta nei confronti dell’interesse amoroso comune verso un giovane del luogo. Le responsabilità di Cosima sono emerse solo in tempi recenti, e con un certo stupore dei media, quando l’analisi dei dati sulla telefonia mobile hanno indicato la presenza fisica della donna sulla scena dell’assassinio.

Per molto tempo lo zio ha cercato di addossarsi ogni colpa del reato, forse per proteggere le donne della sua vita, arrivando anche ad assumersi la responsabilità di una violenza sessuale sul corpo esanime della piccola, poi smentita dalle indagini e, addirittura mimando con freddezza le modalità di omicidio di fronte alle telecamere di Matrix. Nessuna di queste ricostruzioni, tuttavia, si è rivelata veritiera: l’uomo avrebbe contribuito a nascondere il corpo di Sarah, ma non sarebbe stato coinvolto nel momento della morte.

Come accennato, rimane aperta l’ipotesi sul movente di gelosia, la pista più accreditata da parte degli inquirenti. Così come dimostrato dalle immagini rinvenute sul suo telefonino, Sarah sarebbe stata molto legata a Ivano Russo, un amico in comune con la cugina. Sabrina, forse spaventata che questa amicizia potesse evolvere in qualcosa di più romantico, avrebbe quindi deciso di vendicarsi sulla parente, diventata ai suoi occhi un’accesa rivale amorosa. Si tratta, tuttavia, di ipotesi che dovranno essere confermate, o smentite, dal processo a carico dei Misseri, cui figurano anche altri soggetti implicati, partito lo scorso 29 agosto.

Fonte: La Stampa