Michele Santoro e il suo “Servizio pubblico” sono stati vittima del calo di ascolti: forse dopo la caduta del governo di Silvio Berlusconi, il pubblico ha cominciato a non guardare la trasmissione del giornalista campano con lo stesso interesse rispetto alle prime puntate.

La diminuzione di ascolti, infatti, è stata graduale: durante la prima puntata, Michele Santoro ha dichiarato di aver rivoluzionato la TV italiana per aver guadagnato il 12% di share, pur non avendo un’unica emittente pubblica che supportasse il suo programma. Successivamente, gli ascolti sono scesi al 10,4% nella seconda puntata fino al 8% nell’ultimo appuntamento.

Galleria di immagini: Mediaset contro Michele Santoro

Secondo l’ex giornalista Rai, il calo di interesse nei telespettatori è l’effetto di un vero e proprio boicottaggio: già durante le prime puntate di “Servizio pubblico”, il presentatore ha denunciato le manomissioni di alcuni ripetitori a Trento e a Bergamo. Ora parla anche di ritardi nel calcolo dei dati Auditel dopo la messa in onda.

E infine, come ciliegina sulla torta, la querela di Mediaset diretta a Santoro.

Insomma, secondo l’ex conduttore di Annozero, le coincidenze sarebbero troppe per non pensare ad un boicottaggio dietro le quinte. Che si tratti o meno di un eccesso di vittimismo da parte di Santoro, i numeri parlano chiaro: tra la quarta e la terza puntata di “Servizio pubblico” sono stati circa 370.000 gli spettatori che hanno “cambiato canale”. È solo colpa di un calo passeggero oppure il giornalismo spinto di Santoro non viene più apprezzato come una volta?

Fonte: Il Giornale