Anche Vittorio Sgarbi contro Michele Santoro. Sgarbi ha annunciato che sporgerà querela contro il conduttore di Annozero, il quale aveva dichiarato nella puntata di chiusura che il programma flop del critico d’arte aveva rappresentato uno dei costi ingiustificati della Rai. Non sappiamo come Santoro l’abbia presa, ma conosciamo la veemenza di Sgarbi quando si tocca qualche argomento che lo riguarda. Sgarbi si è difeso così dall’attacco di Santoro:

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“In primis non sono stato pagato dalla Rai, e se Santoro non fosse così ignorante saprebbe che la Sipra aveva acquisito moltissima pubblicità per il mio programma, che probabilmente avrebbe ottenuto inserzioni pubblicitarie tali da compensare largamente i costi. La chiusura del programma mi ha impedito di dimostrare che si poteva migliorare e crescere, come ha fatto Santoro che era partito col 4% o come Calabresi, che in prima serata ha fatto il 5% su RaiTre. È certo che noi eravamo pieni di pubblicità e in tribunale verrà fuori ancora una volta che l’unica televisione di Santoro è quella della menzogna.”

Ma non si tratta dell’ultima querelle per Santoro, che aveva chiamato il presidente della Rai Paolo Garimberti un Ponzio Pilato. E intanto anche il TG5 sparla di Santoro, commentando come il servilismo dei suoi giornalisti, citato dal conduttore di Annozero, non sia affatto una realtà. Garimberti ha parlato di demagogia da parte di Santoro nel chiedere di restare in Rai con un solo euro a puntata, e di uso privato del mezzo pubblico:

“Cominciamo dall’anteprima: dal punto di vista scenografico e degli effetti non c’è par condicio, lui aveva un grande studio, il pubblico e tutte le telecamere; questo uso televisivo per parlare dei propri contratti, del proprio passato, del proprio futuro professionale non lo condivido, trovo sia fuori ogni regola. Ora capisco perché ha deciso di annullare la conferenza stampa: avrebbe avuto davanti solo dei giornalisti e non milioni di telespettatori.”

Santoro ha assicurato di voler chiudere la polemica, rincarando con l’affermare che Garimberti non ha neppure la statura di Ponzio Pilato. A questo punto ci si chiede: rivedremo Santoro per davvero a La7? Tutto sta in quella clausola del contratto del giornalista, che prevede la non concorrenza per due anni dallo scioglimento o dalla fine del contratto. E La7 è la concorrenza.