L’ultima puntata della storia di Annozero è stata particolarmente accesa. E non poteva essere altrimenti, perché non si può di certo dire che il divorzio fra Michele Santoro e la Rai sia stato pacifico e consensuale. Sono quindi stati diversi gli sfoghi dai personaggi cardine della trasmissione, in particolare nei confronti dell’insistenza del Ministro Renato Brunetta e delle provocazioni del leghista Roberto Castelli.

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Le tensioni si sono manifestate già dall’anteprima, perché Santoro è voluto entrare nel merito dei conflitti con la Rai, proponendosi addirittura per un’eventuale altra stagione al costo simbolico di un euro a puntata. A quanto pare, infatti, il giornalista non ha ancora stretto accordi con altri editori, anche se appare ormai assodato che delle trattative possano essere già in cantiere con La7 di Telecom Italia Media.

È stato poi il turno di Renato Brunetta, il quale ha prima attaccato Pierluigi Bersani e, poi, la supposta faziosità di Santoro. Il Ministro si è però scontrato con una determinata addetta della Procura di Milano che, dopo essere stata accusata di essere una comunista per aver lamentato le carenze di strumentazione tecnologica del Palazzo di Giustizia, ha così zittito il politico:

“Certo, come tutti gli italiani in questo momento…”

Lo scontro più infuocato, tuttavia, è avvenuto tra Santoro e Roberto Castelli. Il leghista, infatti, ha per tutta la sera lamentato il fatto che Annozero sia prodotto con i soldi del canone, auspicando così il suo passaggio su una TV privata perché non più disposto a pagare “con i soldi suoi”. All’ennesima provocazione, Santoro ha finalmente svuotato il sacco, spiazzando totalmente il suo avversario:

“Adesso basta! Noi non usiamo un soldo del canone. La verità è questa: noi finanziamo le altre trasmissioni della Rai, comprese quelle che voi partiti avete imposto. Dire queste cose completamente false ogni volta è insopportabile. 15 milioni di euro di pubblicità per la nostra trasmissione: il canone non ci serve! Dovete uscire dalla Rai! Dovete lasciar libera la Rai! Avete rotto, non vi si sopporta più!”

Di primo acchito, Castelli non sembra voler demordere e, dopo aver ripetuto una decina di volte di non aver più intenzione di pagare l’agognato canone, ha invitato Santoro a rivolgersi al mercato per ottenere il denaro per la propria trasmissione. Ma anche in questo caso, il leghista è costretto a soccombere di fronte alle ire del giornalista:

“Noi sul mercato ci stiamo già, sono i vostri che sono invendibili e incomprabili, come Sgarbi. Noi siamo uomini di mercato e nel mercato. Chi ha speso i soldi per Sgarbi? Chi ha pagato per Sgarbi? Noi l’abbiamo pagato! Chi paga Minzolini? Noi paghiamo Minzolini! Chi paga Rai 1 e Rai 2? Noi paghiamo Rai 1 e Rai 2! Siamo stufi, stufi, lo capisce?”

Lo sfogo è stato accompagnato dal pubblico in studio che, almeno per l’ultima puntata, si è lasciato andare a uno scrosciante e liberatorio applauso dedicato al conduttore. Si conclude così la storia di Annozero in Rai e, forse, anche una pagina importantissima del giornalismo della televisione di Stato.