Paola, un medico anestesista di Padova, vive ad Auckland in Nuova Zelanda, dove sta cercando di curarsi da una forma grave di leucemia.

Il suo calvario, iniziato prima dell’estate, sarebbe rimasto privato se alla sua richiesta di una donazione di midollo osseo, rivolto alla sorella Luisa compatibile al 100%, questa non avesse rifiutato senza fornire ulteriori spiegazioni.

A seguito di ciò, nella cittadina veneta sono apparsi i seguenti striscioni:

Luisa F. ucciderà sua sorella se non dona il midollo.

La storia è passata sulle bocche di tutti fino a ottenere una risonanza nazionale.

Paola, dalla Nuova Zelanda, non serba rancore per la sorella e chiede perdono per gli autori ignoti dello striscione, verso i quali è stata aperta un’indagine per diffamazione e danneggiamento.

Molte le testimonianze di solidarietà ricevute tramite email, lettere, messaggi, incoraggiamenti, appelli: storie comuni di dolore di persone che vivono oppure hanno attraversato il dramma di Paola. Nonostante il diniego ricevuto, dopo una ricerca internazionale, è stato trovato un donatore di midollo osseo parzialmente compatibile.

L’intervento è stato fissato per il 28 ottobre ad Auckland, ma già il 21 la donna entrerà in ospedale per sottoporsi a tutta la trafila di esami.

Sulla vicenda è intervenuto Diego Colombo dell’Associazione Donatori Midollo Osseo, che ha dichiarato:

Anche se non condivido, non mi permetto di giudicare la scelta della sorella. Quando mi presento nelle scuole dico sempre non sono qui per farvi iscrivere, ma per farvi pensare. La compatibilità donatore-paziente è 1 a 100.000, potrebbe essere proprio lei l’unica possibilità di vita per la sorella, invito tutti a informarsi su www.admo.it.