La salma di Mike Bongiorno per 300.00 euro. Sarebbe questo il prezzo chiesto dai sequestratori della salma del defunto conduttore storico del quiz italiano, trafugata qualche settimana fa dal cimitero di Arona: carabinieri e famiglia dello scomparso, però, smentiscono ci siano stati contatti tra i rapitori e la famiglia.

Si tratta di una questione che ormai da settimane ha gettato sconcerto in tutta Italia, forse anche per la popolarità di cui godeva Bongiorno: già è grave e contro la legge il sequestro di una persona viva, ma il sequestro di una salma va contro qualunque legge etica, persino quella, relativa, di un delinquente accanito. Il capitano dei carabinieri Vittorio Balbo ha smentito comunque la richiesta di riscatto di cui ha parlato il settimanale Oggi:

Galleria di immagini: Mike Bongiorno

“Sono senza fondamento le notizie apparse oggi su alcuni organi di informazione sulla richiesta di riscatto per la bara di Mike Bongiorno. Oltretutto, questo nuovo clamore rischia di complicare il nostro lavoro.”

In fondo le dichiarazioni dei mitomani per gli inquirenti si moltiplicano ogni giorno. Le condizioni descritte da Oggi per il riscatto sono queste: dopo una serie di messaggi cifrati apparsi su un quotidiano svizzero, la famiglia avrebbe dovuto lanciare la valigia con il riscatto da un treno in corsa lo scorso 18 gennaio, ma all’ultimo momento ci sarebbe stato un dietrofront dei rapitori, che avrebbero chiesto il doppio. Anche Niccolò Bongiorno ha smentito seccamente la notizia del riscatto:

“Non è una notizia vera e la smentiamo assolutamente. Rimaniamo in attesa, nessuno si è fatto avanti.”