Anche la città di Milano non è immune all’omofobia. Una ragazza omosessuale di 29 anni è stata aggredita in un ristorante giapponese nel capoluogo lombardo per aver commesso un unico grande crimine: essere uscita in compagnia della propria fidanzata.

La giovane era seduta al tavolo del ristorante “Hama” in via Raffaello Sanzio con un gruppetto di amiche e la sua dolce metà. Quando hanno cominciato a scattarsi fotografie in posizioni tenere, dal tavolo accanto si sono sollevati alcuni insulti di natura omofoba. La risposta alle offese è costata un pugno in pieno volto per la 29enne da parte di un muscoloso uomo di 35 anni.

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A raccontare la vicenda su Facebook ci ha pensato Patrizia Lai, una grafica milanese che ha assistito all’orribile aggressione ai danni della coppietta di ragazze:

“Una lesbica a cena con le amiche e la fidanzata è stata pestata a sangue da una bestia d’uomo che poi è scappato e questo solo perché non gradiva vederle teneramente insieme. Questo tizio, che per tutta la sera le importunava con battute chiaramente omofobe, l’ha appellata molto poco carinamente e lei ha risposto. E nessuno ha fatto niente. Dopo il violentissimo e fulmineo pestaggio con una raffica di pugni al volto, questo omone palestrato e tatuato, ha continuato a aggredirla verbalmente. Lui gridava e voleva ancora picchiarla e la minacciava, io mi sono messa in mezzo e con un altro signore siamo riusciti a separarli definitivamente. Lei era ricoperta di sangue. Lui ha pensato bene di prendere e andarsene tranquillo verso la metropolitana. Due amiche dell’aggredita lo hanno inseguito ma lui avrebbe cercato di picchiarle.”

Anche la questura conferma il movente omofobo: Aurelio Mancuso, presidente di Equality, ha parlato di testimonianze di diverse persone che erano presenti mercoledì sera al momento dell’aggressione. Ma è davvero poca la sicurezza a Milano per le persone appartenenti alla comunità LGBT: secondo Mancuso e Italia Rosaria Iardino del PD, il sindaco Moratti e la sua giunta avrebbero sempre preso sotto gamba avvenimenti del genere. L’intera comunità chiede ora giustizia e protezione per rendere la città di Milano un posto più sicuro per tutti, indipendentemente dagli orientamenti sessuali.

Fonte: Corriere della Sera