È un sapore internazionale quello che si può gustare alla Milano Food Week, entrata ormai nel pieno del suo svolgimento (16-24 maggio). Tra i tanti appuntamenti che hanno invaso la città meneghina in questi giorni, infatti, molti hanno un respiro cosmopolita, com’è giusto che sia in vista di EXPO 2015. Ieri, per esempio, noi non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di partecipare a una degustazione di ottimo cioccolato, organizzata al piano terra del Brian&Barry Building in piazza San Babila. Artefice di tanta delizia è un’azienda lituana, NAIVE (https://www.facebook.com/ChocolateNaive), fondata appena quattro anni fa da un giovane intraprendente di nome Domantas Uzpalis (nella foto), che in breve tempo ha saputo raggiungere risultati incredibili. Ultimo tra questi la medaglia appena conquistata agli International Chocolate Awards 2014, ovvero gli Oscar del cioccolato, che hanno assegnato a uno dei prodotti di NAIVE la medaglia d’oro nella competizione Europea.

Tra un assaggio e l’altro abbiamo anche trovato il tempo di fare quattro chiacchiere con il titolare dell’azienda, che ci ha raccontato di come dal nulla sia riuscito a diventare un apprezzato mastro cioccolatiere e con quale dedizione e sacrificio importi i semi di cacao da produttori di fiducia del Madagascar, di Giava, del Tobago, del Venezuela (ecc), per poi lavorarli nella sua azienda con un processo artigianale e con l’aiuto di macchinari “che fanno il 50% del risultato”.

Ci racconti com’è iniziata questa tua avventura nel settore del cioccolato?

È iniziato tutto soltanto quattro anni fa. Io avevo studiato tutt’altro: sono urbanista e ho fatto anche un master a Londra. Nel 2008 sono tornato a casa mia a Vilnius, in Lituania, e sognavo una carriera nel mio campo. Già mi vedevo al ventesimo piano di un grande palazzo… E invece quello è stato l’anno della crisi, che da noi è stata pesantissima, e così mi sono trovato senza lavoro e con i risparmi che a poco a poco finivano. Anche la ragazza di allora mi aveva lasciato. Insomma dovevo fare qualcosa.

Come mai hai pensato proprio al cioccolato?

Per due motivi: uno più razionale e uno più filosofico. Quello razionale era che avevo intuito che l’industria del cioccolato stava per entrare in una fase di trasformazione, com’era accaduto per il caffè. Cioè la gente non si accontentava più, ma iniziava a cercare grande qualità e varietà, cosa che il cioccolato offre, visto che esistono 10 mila ceppi genetici diversi di seme di cacao! Il motivo filosofico è che secondo me il cioccolato è una metafora perfetta della vita che è dolce e amara al tempo stesso…

Galleria di immagini: Milano Food Week, NAIVE il cioccolato filosofico

Da dove sei partito per aprire la tua attività?

Con gli ultimi risparmi ho ordinato una tonnellata di semi di cacao da un rivenditore olandese, pensando che fosse la quantità minima per un ordine. Poi ho scoperto che avrei potuto ordinarne anche soltanto un sacco… Comunque il camion è arrivato e ha scaricato a casa mia quella enorme quantità di semi. La metà è marcita, ma con il resto sono riuscito a lavorare, facendomi aiutare dalla mia ragazza e da mia sorella. Nel giro di due mesi erano pronte le prime confezioni, con packaging e tutto. Le ho spedite a un’importante fiera di Londra che le ha subito messe in vendita. Non potevano credere che avessimo raggiunto quei risultati in così poco tempo!

Da allora avete fatto tanta strada…

Sì, ora la mia azienda ha dieci dipendenti ed esportiamo in tutto il mondo: dal Kazakhstan alla Germania, dal Giappone a Hong Kong, e in Italia! I profitti veri però devono ancora arrivare, per ora diciamo che il mio è ancora un progetto in progress.

Che cosa pensi del cioccolato italiano?

Quando sono qui da voi parlare di cioccolato mi mette un po’ a disagio, perché voi, insieme alla Francia e agli Stati Uniti siete tra i migliori produttori! E’ un errore pensare che siano i belgi i migliori. Io ho comprato proprio qui a Pavia il mio ultimo macchinario.

Voi avete una lunga tradizione, per esempio nel cioccolato gianduia siete imbattibili… Poi c’è il cremino, quello con le mandorle…

Voi però vi state difendendo bene: avete appena vinto un premio importante…

Sì, i Chocolate Awards sono un po’ i nostri Oscar! La giuria è composta da circa 40 persone impiegate in vari settori dell’industria del cioccolato, tutte molto competenti. Ricevono almeno 200-300 prodotti ogni anno da valutare. Anche l’anno scorso eravamo stati nominati, ma non avevamo vinto. Stavolta invece ce l’abbiamo fatta con il nostro cioccolato dark al miele di foresta, che è realizzato da un apicoltore locale del nostro Paese. L’anno prossimo speriamo di vincere anche con altri prodotti e di migliorare sempre!