Tra i nostri “incontri culinari” fatti nel corso della Food Week milanese qui vi raccontiamo quello con lo chef napoletano Antonio Sorrentino, che insieme al suo collega Enzo De Angelis ha tenuto uno show cooking intitolato “A Milano c’è addor’ ‘e mare!”, all’interno del Brian and Barry Building di piazza San Babila. Proprio qui infatti, circa un mese fa, ha aperto il nuovo ristorante della catena Rossopomodoro,  per la quale Sorrentino lavora dal 1995.

Stazza da rugbista (e infatti giocava nella Partenope) lo chef ci ha raccontato della sua passione per la cucina e dei suoi prossimi progetti, che lo vedranno alla conduzione di una rubrica all’interno della trasmissione Cotto e mangiato di Italia Uno, alla quale parteciperà anche il pizzaiolo campione del mondo Davide Civitiello. Il trentenne napoletano ha vinto infatti il 12mo Trofeo Caputo Pizza STG, ovvero il massimo riconoscimento per la pizza napoletana, e ora è impegnato in un tour europeo, durante il quale delizia i palati con la sua abilità tutta italiana. I prossimi appuntamenti per testare la sua bravura sono il 28 maggio presso il Rossopomodoro nel Brian and Barry Building, dove il campione preparerà delle pizze speciali, e il 30 maggio (ore 18) presso il Rossopomodoro di Viale Sabotino, dove Civitiello terrà una Master Class durante la quale insegnerà a 12 persone i segreti della pizza , dopo di ché inizierà la serata aperta a tutti.

Galleria di immagini: Antonio Sorrentino chef di Rossopomodoro

Antonio, lei viene da una famiglia di cuochi, aveva il destino segnato?

Sì, era già “deciso”! Mio padre era cuoco e io lo seguivo fin da quando avevo 9 anni. Lui, come molti delle nostre zone (Torre del Greco, Sorrento, Napoli), faceva il marittimo, quindi lavorava sulle imbarcazioni. Poi però è stato assunto in un ristorante di Napoli.

I suoi erano felici che anche lei facesse il cuoco?

Mia madre non voleva, perché sapeva bene che era una vita di sacrifici. Io però, anche quando tornavo stanco, con i piedi che mi facevano male, ripetevo: “Sempre il cuoco voglio fare!”.

E oggi cosa le dice sua madre?

Oggi è contentissima e ricordiamo sempre questo aneddoto con un sorriso.

Cosa la affascinava di questo lavoro?

La creatività, il potere di cambiare un piatto, di trasformarlo e di rendere felici le persone che lo assaggiano. Io dico sempre che il cuoco è un po’ come il pittore: crea qualcosa che fa felici le persone. Certo, dipingere è più difficile.

E per fare bene questo lavoro bisogna amare il cibo, conoscerlo…

Sì, io sono cresciuto a Torre del greco, in campagna, e fin da piccolo conoscevo le erbe aromatiche, ero abituato a toccarle, annusarle… Mio padre, ancora adesso che è in pensione, coltiva il suo orto alle falde del Vesuvio.

Lei, oltre alla passione per la cucina, è famoso per un’altra grande passione: quella per il rugby.

Sì, ho giocato tanti anni nella Partenope Napoli ed è lì che ho conosciuto Franco Manna, il fondatore di Rossopomodoro. Abbiamo giocato 20 anni insieme. Io allora lavoravo nel settore catering e poi ho iniziato quest’avventura con lui.

Ora qual è il suo ruolo a Rossopomodoro?

Sono il responsabile della strategia dei menù e, insieme allo chef Enzo De Angelis, studio i piatti e scelgo i prodotti.

Avete sedi anche all’estero vero?

Sì, nel Regno Unito, in Arabia e negli Stati Uniti, a New York e Chicago, dove il ristorante è all’interno di Eataly, come quello di Milano che abbiamo aperto da circa un mese qui dentro a The Brian and Barry Building, in San Babila. 

È la prima volta che partecipate alla food week milanese?

Sì, l’occasione era proprio il nuovo ristorante.

Oggi avete portato a Milano un po’ di “addor’ ‘e mare”…

Sì, prepariamo un tortino di polpo e patate, una caprese di mare e una marinata di spigola di mare agli agrumi.

Lei però è esperto anche di hamburger…

Sì, il nostro gruppo ha anche il marchio Ham Holy Burger. Sono hamburgerie gourmait in cui abbiniamo il prodotto italiano con prodotti di tutto il mondo.

Tempo fa l’abbiamo vista alla Prova del cuoco e presto la ritroveremo insieme al suo collega De Angelis a Cotto e mangiato. Cosa farete?

Una rubrica che si chiamerà “Tipico napoletano” in cui faremo tre ricette di pizza insieme al nostro campione del mondo Davide Civitiello e poi altre sette puntate di cucina legate alla tradizione napoletana.