I dati non sono ancora ufficiali, ma a Milano nel Pdl, scioccato dal probabile ballottaggio tra Letizia Moratti e Giuliano Pisapia (con l’avvocato candidato del centrosinistra addirittura in vantaggio) tira già un’aria da resa dei conti: di chi è la colpa? Nessuno fa nomi, ma i riferimenti sono inequivocabili: Daniela Santanché. L’ex sindaco Gabriele Albertini, ex forzista, ha già fatto una sua analisi del voto:

“A volte gli elettori hanno comportamenti di buon senso, il buon senso di un buon padre di famiglia, e non amano certa saccenteria, linguaggi aggressivi anche inutilmente.”

Galleria di immagini: Letizia Moratti e Giuliano Pisapia

A chi si riferirà mai? Forse alle polemiche sugli amici terroristi di Pisapia, o alle battute di dubbio gusto sui magistrati milanesi? Difficile pensare alla Letizia Moratti (protagonista anch’essa però di un colpo basso durante un faccia a faccia televisivo), contro la quale, insieme a tutto il suo staff, invece se la prende il potente leghista Matteo Salvini, che senza tanti giri di parole ha confessato:

“Noi abbiamo sempre pensato che Letizia stesse facendo una campagna elettorale sbagliata, sui temi sbagliati”.

E molti nel centrodestra cominciano a mugugnare contro la protagonista assoluta di questa campagna elettorale televisiva: la neo protetta di Silvio Berlusconi, che in collegamento dallo speciale di SKY, commentando le proiezioni, ha però messo subito in chiaro come la partita per lei non sia affatto chiusa:

“Ci avrebbe sorpreso molto vincere al primo turno a Milano, sarebbe stato eccezionale visto che non avevamo né i voti dell’ Udc né quelli di Fli.”

In queste ore convulse, c’è chi teme una caduta del governo, ma la Santanché crede che il berlusconismo avrà ancora lunga vita:

“Dire che è già finito il berlusconismo, che cade il governo è esagerato, credo ci voglia un po’ di prudenza. E poi non credo al dato che vuole cinque punti di distacco tra Pisapia e Moratti. Cominciare a parlare adesso di vincitori e sconfitti è prematuro.”

La resa dei conti è dunque rimandata. Di quindici giorni. Durante i quali il refrain sarà il corteggiamento dei due schieramenti al terzo polo, già spaccato tra falchi che vorrebbero far cadere la Moratti, e colombe che a sinistra non ci andrebbero mai e poi mai. Ma una cosa è certa: difficile immaginare che il compito del corteggiamento spetti alla Santanché.