Anche il terzo giorno di sfilate dell’attesa Milano Moda Donna, la settimana del fashion meneghina, è trascorsa portando sotto i riflettori tutte le collezioni primavera-estate 2012 degli stilisti più affermati sullo scenario internazionale. Ecco che dopo l’addio alle passerelle di D&G, altre creazioni cercano di attirare l’attenzione del pubblico di tutto il mondo.

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Moschino presenta una linea che esce dai canoni presenti finora alla kermesse; non si tratta né di stile etnico né di trend animalier, e non si rifà nemmeno a un vintage resuscitato. Rossella Jardini è rimasta affascinata dalla cultura spagnola, decidendo così di portare in passerella un look che ricorda i matador, le donne gitane, e a volte sembra fare l’occhiolino addirittura a uno stile texano, molto di più del timido omaggio della prima giornata di Elena Mirò. Il nero e l’oro sono i colori principali utilizzati, scelti soprattutto per delineare le forme dei giacchini corti in vita, decorati da preziosi ricami dorati. Immancabile inoltre il cappello tipico, il monterà. Gli abiti fasciano la donna senza costringerla, movimentati da vistose ruches che trasformano le modelle in ballerine di Flamenco. Particolare della sfilata è la pettinatura: una treccia che incornicia tutta la testa.

La casa di moda Les Copains propone a sua volta uno stile semplice, senza fantasie o stampe; solo abiti ben definiti e monocolore, in grado di creare un look che trasmette un effetto di gran classe. Vediamo blazer principalmente blu perfettamente abbinati a distinte giacche bianche e shorts gialli, impreziositi da luminosi dettagli in oro. Per la sera, gli abiti assumono colori cupi, tra cui il nero la fa da padrone incontrastato; i tessuti, in maglia traforata, conferiscono alla donna Etro un sensuale e malizioso effetto vedo-non vedo.

Etro si diletta con stampe invece dallo stile etnico, con forti richiami al mondo azteco. I colori, che variano dal rosso, al giallo, all’arancio, al blu, sono abbinati in perfetta armonia con tinte decise, come la celebre dicotomia del bianco e nero. Sfruttato al massimo il paisley, l’armonioso intreccio di decorazioni diventato cavallo di battaglia della casa di moda milanese, la maison l’ha abbinato ad abiti di tagli differenti, dalle maxi lunghezze che vanno da sotto al ginocchio fino ai piedi, in alcuni casi decorati con frange che richiamano alla memoria lo stile Charleston.

Stile molto urban invece per C’N’C Costume National, che apre la sfilata con tonalità verde acqua, e pantaloni, gonne e abiti in pelle. Si lascia spazio poi alle righe e ai quadretti, fantasie declinate in altri colori come il nero, il bianco e il beige, senza mai osare più del necessario. È poi la volta di una collezione di abiti e completi total white, non solo per donne ma anche per uomini, piacevole divagazione sul tema della kermesse. Sul finale si fanno spazio fantasiosi abbinamenti di colore, come giallo-nero e rosa-beige, giusto poco prima di terminare definitivamente con l’immancabile total black. Pochi gli abiti in questa linea, che gioca le sue carte con pantaloni, corti e lunghi, camicie, canottiere, giacche e gilet, allineando le creazioni ai canoni del brand.

Come moderne dee dell’Olimpo o sirene alla moda le donne di Donatella Versace calcano le passerelle, facendo il loro ingresso nella Milano Fashion Week. Tutto segue il filone dell’antica Grecia e i toni, principalmente un candido bianco, un delicato giallo e un elegante nero accostati a motivi dorati e stampe di stelle marine e conchiglie, appaiono qui e là sui vestiti impreziosendoli di un fascino tutto mediterraneo. Fiabeschi gli abiti da sera, con profondi spacchi e scollature che mettono in mostra gambe e decolleté, donando quel tocco sensuale e femminile arricchito da particolari scintillanti che difficilmente passano inosservati. Un tocco olimpico arricchisce anche gli abiti da cerimonia, come il modello bianco con stelle marine brillanti applicate sul corpetto e la sua variazione, sul quale le decorazioni si presentano su tutta la lunghezza.

Trussardi quest’anno invece sembra non voler osare troppo, o forse osa, ma nel senso opposto, con un effetto molto contenuto e poco d’impatto. Le scollature e gli spacchi sono scomparsi da qualsiasi abito, lasciando così spazio a indumenti decisamente larghi che cadono sul corpo senza valorizzarne le forme. Stretti saltuariamente in vita da cinture, sfilano in passerella maxi-tute, pantaloni dal cavallo basso, camicie e giacche XL adattate al corpo delle filiformi modelle. La palette della maison è varia, ma decisamente sobria rispetto a quanto già visto durante i primi giorni di sfilate: i colori utilizzati sono il rosso, il blu e il bianco, fino ad arrivare a toni naturali come il beige e il marrone, anche il rosso; colori sobri, lontani dalle tonalità sgargianti tipiche della stagione calda.

Fonte: Grazia.it