Alla Milano Moda Donna il weekend è stato dedicato quasi interamente ai grandi nomi italiani: da Armani, a Missoni, a Marni, a Dolce&Gabbana. Ognuno ha portato in passerella il proprio stile riconoscibile e distinguibile dagli altri: da un inno alla Sicilia, loro terra d’origine, per i couturier Stefano Gabbana e Domenico Dolce, nuance decise e cromie forti che si alternano nelle stampe a cerchi per Marni, silhouette morbida senza appesantire la figura di una donna per quello che viene definito “Re Giorgio”, ossia Armani.

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Molti stili, molte storie da raccontare in ogni abito mandato in passerella alla Milano Moda Donna per una sfilata che in media dura 15 minuti, colori e forme per una primavera-estate che di certo non dovrebbe passare inosservata se rispettata nei dictat di questi stili. Ogni donna sarà accontentata e si sentirà adatta ad ogni occasione, sentendosi se stessa senza mai sentirsi a disagio, dalla donna sexy e mediterranea dai lineamenti morbidi alla donna sensuale e misteriosa dal fisico più asciutto ogni donna si sentirà appagata solo a indossare una delle proposte mandate in passerella.

Dolce&Gabbana ormai sono concentrati nell’amore verso la propria isola e lo ribadiscono con orgoglio mandando in passerella la cartina geografica della Sicilia, le Isole Eolie, pupi e maioliche di ceramiche. Più etereo e classico, Giorgio Armani preferisce linee morbide che non fascino il corpo della donna mettendone in luce i difetti e i colori sono decisamente più freddi: una palette che si sposta dal grigio, al ghiaccio, al nero, al blu.

Sulla stessa linea di pensiero, ma contraddistinti dalle tipiche stampe che l’hanno resa così famosa, Consuelo Castiglioni manda in passerella per Marni abiti liberi da qualsiasi ornamento. Le cromie proposte da Missoni sono decisamente più varie: dal rosso, al verde, al blu, al ciclamino notiamo una donna che vuole sui propri vestiti di paillettes e cristalli ad effetti tridimensionali.

La moda regala emozioni e desideri e il compito di questi stilisti non è altro che donare alle proprie compratrici sogni da realizzare con un proprio capo. E di certo queste sfilate hanno centrato il proprio compito: far sognare ardentemente una donna di sentirsi “femmina” con uno dei capi proposti.

Fonte: Grazia.it