Mentre in questi giorni Report è tornato sul piccolo schermo, Milena Gabanelli ha ricominciato a parlare del suo lavoro e di tutto quello che non si racconta, neppure nei fuori onda.

Intanto, è giunta al programma la prima condanna in primo grado della sua storia, relativa alla vicenda di un informatore farmaceutico, che in una puntata denunciava che in alcuni congressi gli invitati invece di partecipare ai lavori andavano in spiaggia.

L’informatore ha citato la trasmissione, sostenendo che l’averlo mandato in onda senza criptare la voce gli ha provocato molti danni e il giudice in primo grado gli ha dato ragione, anche se Gabanelli & Co. hanno dubbi e ricorreranno.

La Gabanelli ha raccontato anche di non aver subito mai censure, anche se non sono mancate le pressioni:

Dal 1997, da quando è iniziato Report, posso dire di non avere mai ricevuto richieste di censure o di bloccare il programma. Pressioni sì, quelle tante. Come le cause e le querele, che ci sono arrivate anche dai politici: due del Pd, uno della Lega, uno di An e dall’ex ministro per i Beni Culturali Urbani. Quasi tutte archiviate: per una sola c’è stato il nostro rinvio a giudizio e poi l’assoluzione.