Bella Addormentata, il film di Marco Bellocchio, interpretato da Toni Servillo e ispirato alla vicenda di Eluana Englaro, porta scompiglio.

A Venezia, Bella Addormentata ha ricevuto appalusi lunghi, calorosi e sentiti. Marco Bellocchio ha evidentemente toccato la sensibilità di molti, riuscendo a unirli su un tema delicatissimo. Ma la vicenda che fa da sfondo al film – gli ultimi giorni di Eluana Englaro – ha diviso e continua a dividere.

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Ieri, in occasione della prima proiezione romana del film al cinema Quattro Fontane, in pieno centro, un gruppo di esponenti del movimento estremista cattolico Militia Christi ha manifestato di fronte alla sala cinematografica di Roma. Si è giunti ad alcuni scambi di opinioni tra il gruppo cattolico e gli spettatori in fila per vedere il film. Militia Christi avrebbe diffuso alcuni volantini in cui si accusa Bella Addormentata di aver ucciso la Englaro per la seconda volta e in cui si spiegano le tesi contro l’eutanasia: il movimento cattolico afferma che la Englaro sarebbe stata in una condizione di semi-coscienza e che sarebbe stata assassinata dalla “libertà a senso unico del padre”.

Nel corso di alcune interviste al lido, Bellocchio non ha mai preso una posizione radicale sul tema dell’eutanasia. Ha affermato di essersi trovato d’accordo con il padre di Eluana Englaro, ma ha ribadito che, in situazioni del genere, contano tutte le persone che circondano il malato, conta anche il loro amore, facendo capire come ogni caso sia a sé e riguardi solo le convinzioni dei singoli. Infine, il regista ha dichiarato di aver voluto girare un film che sottolineasse il tema della rinascita: il tema di Bella Addormentata non è l’eutanasia ma l’amore.

Al di là delle posizioni che si possono avere su un argomento come questo, intimo e personalissimo, la cosa importante dell’intera vicenda è ben evidente: Bellocchio è uno dei pochi registi italiani che, ancora oggi, con i suoi film, crea pensiero e dibattito nel Paese, unendo sapientemente arte e riflessione.

Fonte: Corriere della Sera