Nonostante la qualità altalenante relativa alle precedenti uscite, il franchise cinematografico di Resident Evil si appresta a giungere alla sua quarta incarnazione a nome Afterlife.

Protagonista del film in questione, in uscita negli Stati Uniti il prossimo 10 settembre, sarà come sempre la bella Milla Jovovich, la quale in un’intervista concessa sul set a Collider, si lascia andare ad alcune importanti considerazioni inerenti diversi aspetti della lavorazione, a cominciare dal rapporto con il marito Paul W.S. Anderson, sceneggiatore e regista della pellicola.

Io e Paul siamo ormai alle prese con la serie da circa 10 anni; il mondo di Resident Evil è ormai parte integrante delle nostre vite e ci porta a un continuo viavai di idee in proposito, la maggior parte delle quali destinate a esser cestinate.

Sembra che questo “brain storming” abbia portato a un’evoluzione caratteriale di Alice, l’eroina della saga che la stessa Jovovich definisce “più felice e serena”:

In Afterlife Alice sembra davvero più felice e serena. Ha più autocontrollo ed è maggiormente aperta nei confronti del mondo esterno, pronta a interagire con gli altri e, forse, a innamorarsi.

L’attrice ucraina spende due parole anche sulla tecnologia 3D utilizzata, ammettendo come abbia influenzato le riprese di alcune scene:

Il film uscirà sia in versione 3D che 2D naturalmente; non possiamo permetterci di perdere audience puntando tutto sulla versione in streoscopia, anche perché in molte zone mancano sale adibite al 3D senza contare il fatto che alcuni preferiranno vedere la versione classica per risparmiare qualcosina sul biglietto. A ogni modo, girare con questa tecnologia ci ha portato a fare determinate scelte in fase di ripresa con l’obiettivo di sfruttare al meglio il potenziale impatto sul pubblico; cose del tipo “in questa sequenza di combattimento meglio un calcio frontale in volto che un pugno e così via”.