Mentre Milly Carlucci sta intentando causa a Mediaset per Baila, ritenuto plagio del suo “Ballando con le stelle“, interviene nel dibattito Rita Dalla Chiesa. Un po’ ce lo potevamo aspettare, visto che la Dalla Chiesa è quella più adatta a comprendere lo sfogo della Carlucci, siccome accanto al suo “Forum” in Mediaset qualche anno fa spuntò in Rai “Verdetto finale”.

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E la Dalla Chiesa dà ragione a Piersilvio Berlusconi quando dice che oggi non si inventa più niente, ma ci si avvale di format, che spesso sono uguali gli uni agli altri. Certo, ci sono programmi “intoccabili”, nel senso che anche un clone potrebbe esserne solo la brutta copia. Prendiamo “Amici” di Maria De Filippi: il suo successo è nella bravura dei ragazzi sì, ma anche nel cast di insegnanti e giudici che di volta in volta vengono chiamati, diventando polo di attrazione per gli aficionados e non solo.

O anche X-Factor, format straniero che più straniero non si può: ricordate la levata di scudi di molti dopo che nell’ultima edizione non fu chiamato come giudice Morgan? Alla fine succede che le trasmissioni si caratterizzano per chi le conduce e chi riesce a offrire qualcosa di più al pubblico, che in ultima istanza sceglie, soprattutto se giorni e orari di programmazione sono differenti.

La Dalla Chiesa, intervistata dal Corriere della Sera, ha detto:

“Nulla si inventa più, non c’ è più sperimentazione. Questo mi pare il problema più serio. Manca la voglia di pensare, è più comodo così. Lancio un appello agli autori: dateci sotto. La gente guarda ciò che vuole, la polemica fa male a chi la fa. L’unico paradosso sarebbe mettere due programmi uguali l’uno contro l’altro. Ma se le trasmissioni simili vanno in onda in giornate diverse e il pubblico le segue entrambe, perché no?”