Minneapolis sta cercando di insidiare il ruolo di protagonista a New York: nel giro di 12 anni la capitale del Minnesota è cresciuta a tal punto da guadagnarsi lo status di città culturalmente e socialmente più avanzata. Grandi protagoniste le donne, che svolgono ogni tipo di attività al pari, economicamente e socialmente, dei loro compagni, amici e colleghi uomini.

A parlarne è un articolo di Io Donna, apparso sul sito del Corriere.it.

Sembra una piccola Eden, eppure è realtà a 360 gradi. La dimostrazione lampante che il lavoro duro, serio, costante porta sempre frutti succosi. Definita la città culturalmente più avanzata del Midwest, tanto da competere con Chicago, conta un numero elevato di gallerie, atelier, musei, una partecipazione attiva a teatro e vendite altissime di libri. Al Minneapolis College of Art and Design il 70% degli iscritti sono ragazze, che vi accedono con la certezza matematica di trovare poi un’occupazione. Molti poi i pubs, i locali, le librerie che hanno siglato un impegno per esporre le opere di giovani artisti.

In tutti gli Stati Uniti, la percentuale delle donne che siede in un consiglio di amministrazione è al 15%, a Minneapolis c’è un 35% di presenza femminile forte e importante. Grazie anche al lavoro attivo di molte organizzazioni nazionali e di lobby quali Women in the Board room, oppure Women Venture, che svolgono un ruolo di consulenza, sostegno e finanziamento nei confronti delle donne che voglio avviare una nuova impresa/attività. Grazie anche al certificato Wbe: Women’s business Enterprise, che garantisce agevolazioni fiscali e altri vantaggi per le donne che certificano di aver attivato la loro impresa grazie ai propri risparmi.

Tra gli esempi di impresa modello c’è la General Foods, colosso dell’alimentare, che ha messo il benessere dei 3.000 impiegati al primo posto come obiettivo da raggiungere, in cambio di una produzione alta e costante. Largo quindi alla presenza di una clinica della prevenzione (medici, dentisti, ottici), di una sala massaggi, di un’estetista, una psicologa, un centro fitness e un nido aziendale.

Inoltre una presenza capillare di agenti donne, in cooperazione con i responsabili di quartiere, ha reso la città tra le più sicure e con un tasso di criminalità bassissimo. Un città a misura di tutti, in particolare delle madri che possono raggiungere il parco, letteralmente sotto casa, grazie all’elevata presenza di verde spalmata per tutto il territorio cittadino. Ben 72 metri quadrati di verde procapite.

La fortuna di questa città modello è da ricercare nell’emigrazione scandinava che, nell’Ottocento, ha visto un alto numero di norvegesi, finlandesi e svedesi raggiungere le terre del nord del Minnesota. Una società così multietnica da collaborare in sintonia con le nuove etnie in entrata, frutto delle ultime diaspore. Non a caso la comunità Somala è molto vasta ed è parte integrante, nonché produttiva, della città.

Nella gallery alcune rappresentati femminili della società di Minneapolis, diffuse dal Corriere.