Per i genitori tutelare i minori fuori casa diventa sempre più difficile. Un tempo in ambienti come la scuola e altri luoghi di ritrovo, anche legati alle parrocchie, l’unica preoccupazione era data alla presenza dei bulletti che potevano infastidire i bambini, ma oggi la situazione è ben diversa.

Gli esempi tristemente noti sono tanti, dal caso di Don Seppia, il parroco pedofilo, a quello delle maestre d’asilo che maltrattavano i piccoli ospiti: le forze dell’ordine e i genitori in primis si sentono quindi sempre più in dovere di controllare più da vicino ciò che capita ai minori quando si trovano all’interno delle strutture scolastiche ed extra scolastiche.

Come fare per tutelare i propri figli fuori casa? Da un asilo nido di Ravenna arriva un’idea senza dubbio innovativa che prevede l’installazione di una webcam in aula. Una soluzione che rende possibile monitorare i propri figli in qualsiasi luogo, il tutto grazie a una password, tuttavia particolare attenzione richiede proprio l’uso delle password, che dovrebbero essere a prova di furto da parte di possibili hacker.

E per quanto riguarda le parrocchie e i tanti dopo scuola diffusi nella penisola? In molti si chiedono il motivo che si cela dietro la presenza, in questi ambienti, di persone meschine e corrotte anche se legate al mondo ecclesiastico. E sono in molti a motivare comportamenti violenti nei confronti dei minori con il totale azzeramento della vita sessuale di chi si avvia al seminario, causa di una possibile regressione che instillerebbe nell’individuo la preferenza sessuale verso soggetti in età pre-puberale.

Ricorrere alle webcam per monitorare la saute dei minori non sempre è possibile, soprattutto se si tratta di luoghi pubblici. Da parte dei genitori è comunque doveroso cercare sempre di essere presenti nelle attività extra scolastiche dei figli, specialmente quando essi sono ancora piccoli o poco autonomi e nonostante gli impegni di lavoro lascino poco tempo da dedicare alla prole. Un piccolo sforzo è sempre necessario per tutelare il benessere della progenie, prestando più attenzione ai segnali esterni e ai comportamenti dei piccoli, spesso validi campanelli d’allarme per individuare possibili comportamenti ostili e antisociali ai danni dei minori.