Madre o prostituta. Santa o strega. Gattina o pantera. Sono alcune delle categorie diametralmente opposte a cui una donna (italica) pare possa appartenere. Docile, servizievole, posata e casta: sono le uniche qualità che fanno di una “femmina”, secondo l’esemplare maschio del nostro Paese, una buona moglie e una madre esemplare. Tutto il resto è noia (e curiosamente mi ritrovo fra le mani una rima che ahimè non posso trascrivere….ma chi ha orecchi….)

Inutile (o forse no) ribadire il solito concetto: la violenza sulle donne parte da una discriminazione di genere contagiosa quanto la peste bubbonica, e la discriminazione di cui sopra è frutto invece di un background fin troppo radicato fatto di stereotipi e convinzioni duri a morire. E pare che, nonostante la tecnologia avanzata a cui ci stiamo abituando, nessuna nuova idea riesca a penetrare nel cervello dell’Australopithecus Italicus.

Anzi i media, l’espressione più efficace del nostro tempo e del suo avanzare, in terra nostrana fanno l’esatto contrario: rinforzano le vecchie idee. O forse no? Il dibattito è più che mai vivo e vi prendono parte voci anche molto autorevoli, non ultima quella della Presidente della Camera Laura Boldrini.

Durante un convegno alla Camera del Lavoro di Milano, la Boldrini ha infatti sostenuto che il ruolo dei media nel dipingere una figura di donna non certo lusinghiera è fondamentale e per questo da rivedere: in tv solo il 2% delle donne parla ed esprime un’opinione (e se sono tutte come quelle della D’Urso, ahinoi!); il resto rimane muto, immobile e soprattutto spogliato. Senza contare il messaggio lanciato da alcune pubblicità che vedono papà e figli comodamente seduti a tavola mentre la mamma sgobba tra scope e fornelli, un fenomeno ormai tutto italiano.

La Presidente della Camera ha però espresso la sua approvazione riguardo la rinuncia della Rai a Miss Italia. Ma proprio qui si apre la voragine della polemica: qualcuno grida già ad una cupa austerità da Medioevo o comunque a un essere “bacchettoni” che ci caratterizza solo in taluni, sporadici casi per lo più fuori luogo. La Boldrini invece risponde sostenendo che si tratti di una scelta moderna e civile.

Dove starà la verità? In quel limbo di ipocrisia che separa il finto perbenismo dalla volgarità gratuita della nostra società o semplicemente nell’intenzione (almeno teorica) di voler considerare la donna come qualcosa di diverso da un manichino svestibile a piacere, da utilizzare come robot da cucina?!?

Forse, oltre alla madre e alla prostituta, esiste anche la donna in carriera o la donna emancipata o la donna forte, sicura e libera, oppure ancora la donna seducente ma elegante. E forse, oltre al corpo, la donna è stata dotata anche di mente, cuore, ragione. Quindi perchè Miss Italia non dovrebbe rientrare fra quei programmi che trasmettono il messaggio opposto? Per quanto in questi ultimi anni gli organizzatori si siano sforzati di far articolare la bocca delle aspiranti miss in questioni differenti da un finto sorriso a 54 denti, Miss Italia rimane una sfilata di corpi, dove tra l’altro un centimetro di pelle in più vale la squalifica o addirittura la non ammissione.

Chissà che con la morte di questo programma non si riesca a seppellire in parte anche un certo stereotipo di bellezza che vogliamo a tutti i costi fare nostro dalle passerelle internazionali. Uno stereotipo che, se vogliamo andare a guardare, non riguarda poi così tante donne italiane. Perchè Miss Italia non dovrebbe essere invece simile a quella donna ideale di cui abbiamo parlato qualche tempo fa???

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