“Cercherò di essere me stesso”, spiega Emis Killa a proposito della sua partecipazione in giuria di Miss Italia all’ANSA. “Dalla bellezza modello Marilyn Monroe degli anni ’50 si è passati ad un cliché asciutto, a misure ‘da modella’”,  ma questi, per lui, non sono i canoni a cui le ragazze dovrebbero aspirare.

“Spesso – dice – le mie coetanee si vedono in sovrappeso anche quando non lo sono affatto”. Tocca temi delicati durante l’intervista il cantante idolo dei giovani. “Una ragazza”, spiega il rapper, “mi piace di più se ha qualche chilo in più, ma deve essere naturale, non rifatta”. Sul rapporto tra immagine e l’arte dichiara: “Non mi interessa avere 200.000 ragazzine che guardano solo le mie foto su Instagram. Preferirei essere un po’ meno bello, ma essere considerato di più come musicista”.

Fa anche mea culpa sulla gestione del suo aspetto fisico. “Non avrei venduto tanti dischi se fossi stato bruttino e in sovrappeso ma – ammette – ho giocato troppo con la mia immagine, ho esagerato a farmi bello nei video e a farmi ritoccare con Photoshop sulle copertine. Forse ho calcato troppo la mano e ora me ne pento. Come i calciatori, anche gli artisti si devono valorizzare ma senza esagerare, poi bisogna dimostrare altro”.

Un’autodenuncia su come il sistema mediatico impone una certa immagine a discapito del proprio talento. Non solo modelle quindi che si ribellano ad un mondo dell’immagine sempre più artefatto, ora anche i cantanti. Qualcosa sta cambiando davvero.

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