Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha elaborato un pacchetto di misure rivolto alla promozione della green economy. Lo scopo? Quello di trasformare gli investimenti nei diversi settori dell’economia sostenibile nella crescita del Pil di un punto percentuale. La variabile green, in sintesi, viene vista nell’ottica della progettazione del futuro.

Queste misure fanno parte di una strategia mirata a rilanciare il Sistema Italia mediante un investimento più consapevole delle risorse nell’efficienza energetica, nelle fonti rinnovabili, nell’innovazione tecnologica. Un programma strategico, dunque, che punta forte sull’efficienza energetica e sugli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Motivazioni concrete, alla base di questo programma strategico che coinvolge il settore delle energie rinnovabili, che ha il suo punto chiave nel forte potere occupazionale e sul concreto contributo alla crescita del gettito fiscale, contribuendo anche all’emersione del nero. Poiché se è vero che il fisco ha avuto delle perdite a causa degli incentivi per le energie rinnovabili, è altrettanto vero che ha avuto un buon rientro per Iva e Irpef.

In base a questo pacchetto di misure, dovrebbero arrivare grossi investimenti finalizzati al sostegno alle rinnovabili in tutti gli ambiti: dal fotovoltaico all’idroelettrico all’eolico alle biomasse al geotermico. Ma si va oltre fino alle bonifiche dei siti contaminati. Un processo, quello delle bonifiche, che però comporta spese enormi, un onere che Clini pensa di alleggerire mantenendo la destinazione industriale dei territori a rischio e destinandoli ad attività produttive che non comportino rischio ambientale. L’area verrebbe messa in sicurezza a costi decisamente inferiori. Misure in attesa di attuazione.