Dopo le tenere parole di cordoglio che il padre di Amy Winehouse ha dedicato alla figlia troppo presto perduta, Mitch Winehouse ha rivelato che Amy non beveva da tre settimane, e non faceva uso di droghe da almeno tre anni.

Secondo il padre della 27enne Amy, ricordata ieri al funerale da tutto il mondo della musica e non solo, la povera figlia nelle ultime settimane era felice e si stava definitivamente riavvicinando al regista Reg Traviss, l’unico ragazzo che stava riuscendo a portarla sulla retta via:

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“Stava provando con molta forza ad affrontare i suoi problemi con l’alcol e aveva appena finito tre settimane di astinenza. Mi aveva detto “Papà, ne ho abbastanza del bere. Non posso più sopportare quello sguardo sul tuo e sul volto della famiglia”.

E ha aggiunto che questo era uno dei momenti più felici della sua troppo breve vita, ad allontanare il più possibile, come anche l’ex Traviss, l’ipotesi di suicidio della grande cantante:

“Era felice come non era stata da anni. Non era depressa, aveva visto Janis [la madre] e Reg venerdì, ed era di buonumore. Quella notte era nella sua stanza, suonava i tamburi e cantava. Ed era tardi, così la sua guardia del corpo le ha detto di fare piano, e lei l’ha fatto. Sapere che non era depressa, che se n’è andata felice, ci fa sentire tutti meglio.”

Il portavoce della cantante scomparsa ha aggiunto che lei e Reg parlavano

“del loro futuro insieme.”

E di nuovo lo stesso Mitch ha parlato della recente rinascita di Amy grazie all’amore trovato in Reg. Purtroppo, il fatto che la cantante abbia dovuto cancellare il tour europeo perché troppo ubriaca per tenere in mano il microfono, o che sia stata vista comprare cocaina da un noto spacciatore della sua zona il venerdì notte prima della sua morte, fanno pensare che Amy, la voce più importante degli ultimi decenni, avesse più problemi di quanti non volesse mostrare ai genitori.