Mazzi di rose, cene a lume di candela e lettere strappalacrime: sono tutte manifestazioni tangibili della vena romantica maschile, indubbiamente gradita dalle donne. Ma quando il romanticismo si trasforma in un cliché, generando dei veri e propri orrori relazionali, l’attenzione dell’uomo verso questi piccoli gesti assume più lo status di inutile invadenza. Ma quali sono i miti d’amore di cui le donne farebbero volentieri a meno?

A rispondere a questa domanda è Amelia McDonell-Parry, giornalista di The Frisky: non sono tanto i gesti in sé a sollevare le ire femminili, quanto le loro modalità d’azione scontate e banali. Capita davvero di sovente, infatti, che il compagno scambi la voglia di romanticismo con una colata di glassa iperglicemica e questo, oltre a non stimolare di certo la coppia, perpetua la sbagliata concezione che il genere femminile sia infantile o, peggio, facilmente malleabile. Per l’uomo, purtroppo, appare davvero complicato capire il confine tra l’attenta galanteria e la goffaggine e, così, novelli Don Draper si trasformano involontariamente in cloni di Ugo Fantozzi. Di seguito, alcune delle situazioni tipiche in cui l’intensità emotiva si tramuta in fastidio intollerabile.

Per prima cosa, le donne non vogliono essere sollevate, soprattutto se in pubblico. Uno dei primissimi gesti del portatore sano di melassa, infatti, è il tentativo di prendere in braccio l’amata in qualsiasi occasione e, purtroppo, poco importa se gli occhi di conoscenti e passanti siano puntati sulla coppia. Una dimostrazione d’affetto sicuramente gradita in intimità, come ad esempio l’attraversamento della soglia di casa dopo il matrimonio, che in altri contesti rimanda solo il significato che la donna non sia in grado di provvedere a sé stessa, perché bisognosa dei forti bicipiti maschili per superare una semplice pozzanghera o sistemarsi una scarpa con il tacco.

Si procede, quindi, con l’abuso floreale. Un mazzo di rose, quando necessario e pensato per un evento specifico, è uno dei migliori regali che l’amata possa ricevere. Quando diventa, invece, una consuetudine quasi giornaliera o un modo per farsi perdonare qualsiasi battibecco, i bellissimi fiori si trasformano in mazzi di ortiche agli occhi femminili. Situazione addirittura più funesta appare l’idea di sommergere il letto con petali di rosa, magari a formare le più imbarazzanti forme come cuori adolescenziali o tristi orsacchiotti dalle dubbie fattezze: in questo caso, la compagna penserà prima al copriletto, sperando che nessuna macchia costringa a candeggi e litigi con i detersivi in lavanderia, e poi si dimenticherà della passione: mentre l’uomo raccoglierà quel che è rimasto dell’omaggio floreale, la donna incrocerà le braccia indispettita e, invece che lasciarsi travolgere dall’erotismo, preferirà concedersi un sonno solitario.

Non sono solo i fiori, però, a monopolizzare la scarsa inventiva maschile in fatto di romanticismo: i florist scatenati, infatti, sono ben accompagnati dagli spacciatori di glucosio. Cioccolatini, caramelle e lecca-lecca, anche nelle poco edificanti fattezze di cuore o, peggio, di angioletto innamorato. Tralasciando il fatto che nessuna donna assocerà sentimenti intensi nello staccare a morsi la testa di un povero Cupido di zucchero, la discriminante è qui la quantità. Una scatola di cioccolatini di tanto in tanto fa sicuramente piacere, ma quando il regalo si trasforma in una fornitura annuale tale da poter aprire una pasticceria, il romanticismo è ben che naufragato. Inoltre, molti {#uomini} sembrano dimenticarsi delle diete delle loro compagne e così, mentre l’amata passa le sue settimane a ingurgitare tisane e carne bianca al vapore, le sommergono con dei veri e propri attentati alla linea.

La categoria del romantico non gradito più diffusa è, tuttavia, quella dello scrittore in erba. E, in questo caso, si intende colui che probabilmente ha conseguito il diploma vincendolo a una pesca di beneficenza. Nei film si è soliti ammirare uomini perfetti intenti nella scrittura di messaggi d’amore strappalacrime alle proprie compagne. Parole sentite, riportate su carta con intensità e correttezza grammaticale. Nella realtà, invece, il tutto si trasforma in bigliettini dal dubbio gusto, possibilmente abbelliti da proverbi stereotipati o slanci amorosi degni dei telefilm per under 13, in cui l’orrore sintattico e grammaticale la fa da padrone. Una donna costretta a leggersi un “6 bellisima” o “ti o amato tanto”, non penserà di aver trovato l’anima gemella, bensì un analfabeta da abbandonare durante il prossimo viaggio vacanziero al primo autogrill disponibile.

Altra nota dolente è quella del romanticismo infilato a tradimento nella quotidianità. Fare un bagno in due, ad esempio, è sicuramente una modalità intensa ed eccitante per ravvivare le emozioni della coppia. Ma quando il partner si materializza a sorpresa nella doccia senza che la sua presenza sia richiesta, come quando la compagna è intenta a sradicare con fare da serial killer la ricrescita indiscriminata della peluria sulle gambe, l’imbarazzo prende il sopravvento. E di romantico un “ti amo” pronunciato con un rasoio fra le mani non ha davvero nulla. Vi sono poi gli uomini che adorano imboccare l’amata a cena, a volte anche armati di bavaglino improvvisato con un tovagliolo, quelli che dedicano canzoni straniere pensando siano dichiarazioni d’amore quando in realtà parlano di odio verso il genere umano o, infine, pericolosi incendiari che addobbano la casa di candele in posti ben poco indicati alla sicurezza, come in prossimità di tende e coperte. Per non parlare, poi, dei compagni con la passione per nomi e nomignoli che farebbero ribrezzo pure agli animali domestici della famiglia. In tutti questi casi, il genere femminile non penserà di avere a che fare con un irresistibile Dottor Stranamore, bensì con un bambino che mai è riuscito a superare la fase di passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta.