Il MIUR al centro di polemiche in rete per un’errata traduzione dall’italiano all’inglese. La gaffe, non da poco, è di natura sessuale: si tratta di un bando per un assegno di ricerca in Scienze dell’Agricoltura e Zootecnia. In generale si vede come la forma inglese sia un po’ maccheronica, anche in virtù della latitanza del genitivo sassone, molto ricorrente nella lingua della regina Elisabetta, ma il problema sarebbe altrove.

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Nel titolo del bando del MIUR, infatti, è scritto “Dalla pecora al pecorino, tracciabilità nel settore caseario toscano”. Una traccia normalissima, non fosse altro che la traduzione in inglese riporta la trasposizione di “pecorino”, il formaggio che viene dal latte di pecora e in Italia è tanto amato, con “doggy style”, che in italiano è sì “pecorino”, ma con una “o” in meno e una “a” in più.

In altre parole, “doggy style” si riferisce a una posizione sessuale decisamente caratterizzata, letteralmente, “nello stile di un cane”, tanto che non c’è bisogno neppure di spiegare ulteriormente in cosa consista. Tra l’altro, non si può neppure accusare il MIUR di essere ricorso a Google Translate, dato che con questo supporto informatico “pecorino” viene tradotto solo con “doggy”, ma in realtà è una di quelle parole intraducibili che risulta allo stesso modo in italiano e nelle altre lingue, dato che si tratta di una specialità alimentare, come in fondo “pizza” e “spaghetti”, per utilizzare il gergo dei cliché sugli italiani all’estero.

Si crede comunemente che gli italiani non ci sappiano fare con l’inglese, ma il MIUR, l’organo supremo dell’istruzione in Italia non dovrebbe cadere su certe bucce di banana. E stavolta non c’è neppure l’ex ministro delle polemiche {#Mariastella Gelmini} cui dare la colpa.

Fonte: La Stampa.