Venti anni fa, il 15 settembre 1994, si spegneva Moana Pozzi. Regina dell’hard italiano – insieme a Cicciolina – ma non solo: non sarebbe potuto bastare questo a fare di lei un Mito e un’icona assoluti, un po’ come lo è stato Marilyn Monroe e forse ancor più di Marilyn, sotto certi aspetti. Capace di accendere la fantasia di ogni uomo, grazie al suo corpo voluttuoso, e di attrarre anche le donne, che forse avrebbero voluto avere il coraggio posseduto da lei nel vivere la propria vita intensamente, senza paura, Moana sembra averci lasciato soltanto materialmente: la sua leggenda, il mistero che s’è cucito addosso alla sua morte, lei stessa, ogni cosa continua a farla vivere, nonostante i venti lunghi anni trascorsi dalla sua prematura scomparsa, a soli 33 anni di vita.

Un’esistenza esagerata e bruciata troppo in fretta? Può darsi, ma forse Moana è andata via senza rimpianti, paga oppure no di quel successo e di quella celebrità tanto agognati e raggiunti, che l’avevano fatta diventare sì personaggio discusso ma anche personaggio chiave per la rivoluzione del costume sessuale italiano, da sempre preda di finti perbenismi, ipocrisie e falsi moralismi (in questo sostenuta dal regista e produttore Riccardo Schicchi).

Moana ha fatto ciò che voleva, ha vissuto ciò che desiderava vivere e l’ha fatto con straordinaria naturalezza. Il suo corpo era l’incarnazione del sogno di ogni uomo, un sogno diventato donna: pochi riuscivano a resisterle. E se il mondo dell’hard è stato in qualche modo il suo trampolino di lancio, Moana è stata molto di più di un’attrice di film porno: ha rappresentato l’idea di donna che vive con libertà e senza vergogna la propria sessualità, che non è ipocrita e non nega il fatto che aspira al successo e al denaro. Una grandissima forma di onestà sia umana sia intellettuale.

Tutto il resto è storia di un Mito: dal Partito dell’Amore fondato con Ilona Staller, Riccardo Schicchi e Mauro Biuzzi, al libro “La filosofia di Moana“; dai suoi innumerevoli amanti – tra cui si annoveravano anche politici e sportivi – fino alla morte, avvenuta ufficialmente a Lione, a causa di un carcinoma epatocellulare, ma che ha dato anche il via a tutta una serie di congetture. Il Mito Moana s’è manifestato soprattutto in questo: molti non hanno creduto alla sua morte, l’hanno immaginata chissà dove, in una nuova veste e in una nuova vita. Cosa che riesce difficile, soprattutto se si guardano alcuni fotogrammi di quello che è stato presentato recentemente come il suo ultimo film, “L’ultima volta” appunto, in cui la diva appare magrissima e ben lontana dall’avere le curve burrose che l’avevano resa celebre.

(photo credit: Moana Pozzi Official on Twitter)

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