Il lavoro è un componente fisso nella vita di ogni persona. Arriva un punto in cui bisogna rendersi autonomi e trovarsi un impiego o un percorso professionale che permetta di avere un determinato sostento. Però può capitare che il lavoro diventi un’agonia e ciò succede spesso a causa del mobbing.

Il termine mobbing sta a indicare un comportamento antisociale spesso di massa. Ciò vuol dire che generalmente un gruppo di persone si riunisce per attaccarne solo una, ma definire tale un insieme di azioni condotte ai danni di un lavoratore (che devono comunque essere continuative e perdurare per almeno sei mesi) non è tuttavia semplice. Le ripercussioni sulla vittima sono tante e di vario tipo, mentre l’influenza maggiore si ha sulla psiche. Essere vittime di tale atto di bullismo potrebbe anche portare l’impiegato ad abbandonare il proprio impiego.

Il mobbing si divide in varie categorie: si parla di mobbing orizzontale, ad esempio, quando esso è messo in atto dai colleghi di lavoro. Il mobbing gerarchico viene invece messo in atto dai superiori. Questo tipo di bullismo consiste nell’affidare al sottoposto incarichi umilianti che non sono nelle sue competenze. In più, per svolgere tali mansioni, gli vengono affidati anche strumenti poco funzionali. La possibilità di continui richiami è alta e il tutto solo per rendere un inferno la vita dell’impiegato. Si parla anche di mobbing strategico, che ha come scopo finale le dimissioni spontanee del lavoratore, e di mobbing emozionale, che si verifica ad esempio quando il superiore vuole in tutti modi dimostrare di essere migliore del suo sottoposto.

Quali sono i fattori che potrebbero generare il mobbing? Prima di tutto un ambiente lavorativo senza regole ben precise, nel quale i dipendenti possono mettere in atto comportamenti scorretti senza conseguenze. Anche la dominanza di un genere sessuale può dare origine a frequenti episodi di mobbing, soprattutto ai danni delle donne. Un ulteriore fattore di rischio è dato da una non adeguata gestione degli spazi e separazione dei compiti.

Come evitare il mobbing? Innanzitutto è dovere dei superiori quello di controllare i propri sottoposti. Nel caso della persistenza di conflitti tra due o più lavoratori è necessario che il capo intervenga a mediare e a fare da giudice imparziale. Reagire non è tuttavia facile, tuttavia il soggetto vessato dovrebbe cercare di tenere lontani eventuali sensi di colpa del tutto inappropriati, e pensare che il lavoro ha un solo e unico scopo: il guadagno al fine del sostentamento di se stessi e della famiglia. Quindi, anche se sul posto di lavoro non si riescono a intrecciare relazioni interpersonali è meglio non disperarsi ma concentrarsi solo sul proprio impegno. Nel caso in cui l’autostima e la salute mentale siano fortemente intaccati allora è meglio ricorrere a un aiuto psicologico.

Fonte: Benessere